Duecentotrè passeggeri della MV Odyssey, in larga parte cittadini statunitensi, devono lasciare la nave da crociera ferma a Sihanoukville, in Cambogia. L’unità, con a bordo anche 156 membri d’equipaggio, ha interrotto il proprio itinerario mondiale nel porto affacciato sul Golfo di Thailandia e non dispone, al momento, di una data certa per la ripresa della navigazione.
Villa Vie Residences, armatrice della nave, ha ricondotto la decisione alla forte crescita della spesa energetica. Il costo mensile del carburante calcolato per ciascuna cabina, che in precedenza si attestava mediamente a 1800 dollari, sarebbe arrivato in alcune zone dell’Asia ad una stima compresa fra 6000 e 8000 dollari. Fra le cause indicate figurano la guerra in Iran ed i suoi effetti sulla disponibilità delle forniture di combustibile.
La società ha dichiarato di non poter più assorbire l’impatto finanziario della situazione: “Non siamo riusciti a continuare a sostenere le conseguenti perdite operative”. Secondo Villa Vie Residences, riversare integralmente l’aumento delle spese sui viaggiatori “non è una soluzione realistica”. L’operatore ha riferito di stare predisponendo le procedure di sbarco e di cercare sistemazioni provvisorie per gli ospiti.
Il blogger Randy Cassingham, fra i passeggeri, ha criticato la risposta della compagnia, sostenendo che non sarebbe stata garantita un’assistenza sufficiente nella ricerca di un alloggio. La MV Odyssey aveva lasciato Belfast nell’ottobre 2024 per un programma inizialmente concepito su circa tre anni e mezzo, presentato anche come formula di residenza continuativa a bordo durante la visita dei sette continenti.