Ad oltre un anno dal deragliamento della funicolare della Gloria, avvenuto a Lisbona il 3 settembre 2025, risultano concluse con un indennizzo soltanto quattro pratiche familiari. Restano invece aperte sia l’istruttoria tecnica sulle cause del sinistro sia l’indagine della magistratura portoghese.
In questo quadro, il marito e la figlia di una passeggera di 49 anni deceduta nel disastro hanno avanzato una domanda risarcitoria di circa un milione di euro nei confronti di Carris, l’azienda municipale dei trasporti, e di Mntc, incaricata della manutenzione. La richiesta è stata contestata da Fidelidade, compagnia assicurativa coinvolta nella vicenda.
Negli atti depositati in tribunale, riportati dai media portoghesi, i legali di Fidelidade sostengono che l’intera sequenza, dal distacco della cabina fino al suo arresto completo, si sia sviluppata in meno di un minuto. Da tale ricostruzione fanno discendere una valutazione sulla durata della sofferenza della vittima prima della morte: "Per quanto possa essere stata intensa, non si è prolungata nel tempo".
La compagnia ha inoltre richiamato gli incidenti che avevano interessato l’impianto dal 2018, affermando che la Gloria non potesse essere considerata un sistema di trasporto pienamente sicuro. Secondo i suoi avvocati, la donna, che utilizzava quotidianamente la funicolare per recarsi al lavoro, avrebbe dovuto conoscerne le criticità: "Un disastro come quello non poteva, alla data in cui si è verificato, essere considerato del tutto imprevedibile, così come la funicolare non poteva essere considerata un mezzo di trasporto altamente affidabile, soprattutto per una persona nelle circostanze in cui si trovava la vittima". L’incidente causò 16 morti e 24 feriti.