Lo Stretto di Hormuz torna al centro della tensione regionale dopo che le Guardie della rivoluzione iraniane hanno riferito dell’incendio di quattro petroliere, colpite da mine navali durante un tentativo di transito in un’area che Teheran considera interdetta.
Secondo la dichiarazione del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, diffusa dalla televisione di Stato, “quattro petroliere non autorizzate, che tentavano di transitare attraverso il passaggio vietato a sud dello Stretto di Hormuz, sono state distrutte dopo aver urtato mine navali e sono ancora in fiamme”. Le stesse Guardie hanno comunicato che altre due unità navali sarebbero state fermate e che un drone è stato abbattuto sopra lo stretto.
L’episodio è stato reso noto il giorno successivo alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti avevano condotto attacchi contro la Repubblica islamica dopo notizie relative a un’incursione su Qeshm, la maggiore isola situata nello Stretto di Hormuz.
Teheran rivendica il controllo del passaggio marittimo, fondamentale per i flussi energetici mondiali, e dall’inizio del conflitto ha preso di mira le navi che cercano di attraversarlo senza autorizzazione iraniana.