Il rimborso della crociera e delle prestazioni già acquistate non esaurisce, secondo "Codici" (Centro per i diritti del cittadino) la tutela dovuta ai passeggeri della "Msc Poesia", la cui partenza da Miami è stata definitivamente annullata dopo tre giorni di fermo nello scalo statunitense. L’associazione dei consumatori annuncia un approfondimento sulle garanzie economiche e sulle eventuali pretese risarcitorie dei viaggiatori coinvolti.
La nave era rimasta in porto mentre la guardia costiera degli Stati Uniti svolgeva verifiche. Il viaggio non è mai cominciato e migliaia di persone hanno dovuto riorganizzare il rientro, compresi oltre cinquanta italiani. Tra questi vi è anche una famiglia di Messina, la cui esperienza è stata riferita dalla stampa e ha restituito l’incertezza vissuta a bordo durante l’attesa di chiarimenti sulle cause dello stop e sul futuro dell’itinerario.
Nell’avviso diffuso ai passeggeri il 3 novembre, Msc Crociere ha comunicato l’annullamento, spiegando che il blocco dipendeva da una questione normativa sopravvenuta che non era stato possibile risolvere entro i tempi necessari. La compagnia ha espresso le proprie scuse anche per le informazioni limitate disponibili nel corso della vicenda.
Il piano illustrato dalla compagnia contempla la restituzione integrale, entro 14 giorni, degli importi pagati per la crociera e per i pacchetti prepagati. È previsto inoltre un credito di valore pari al 100% del prezzo della crociera da utilizzare per un futuro viaggio, secondo le condizioni riportate nella comunicazione. Msc Crociere ha anche indicato la copertura delle penali eventualmente sostenute per modificare i voli di rientro e delle spese per gli alberghi resisi necessari, attivando al contempo il wi-fi gratuito per facilitare l’organizzazione dei trasferimenti.
“Prendiamo atto della comunicazione di Msc e delle misure economiche annunciate" dichiara Stefano Gallotta, avvocato di Codici –, "ma occorre distinguere tra quanto la compagnia ha deciso di offrire e quanto spetta ai passeggeri in forza della normativa e delle condizioni contrattuali. Il rimborso in denaro deve essere effettivo e non può essere sostituito unilateralmente da un credito per una futura crociera. Quest’ultimo deve rimanere una libera opzione del consumatore. Inoltre, dovranno essere riconosciute le spese ulteriori sostenute dai passeggeri per effetto della cancellazione e per organizzare il rientro”.
L’associazione intende valutare anche un possibile indennizzo aggiuntivo, calcolato in rapporto alle penali che sarebbero state applicate al viaggiatore in caso di rinuncia alla crociera. Per un itinerario della durata programmata, tale importo può raggiungere il 100% della base di calcolo prevista dal contratto.
“La nave non ha mai lasciato il porto di Miami –afferma l’avvocato Gallotta– e l’itinerario programmato non è mai iniziato. Riteniamo quindi necessario approfondire le conseguenze contrattuali della cancellazione, anche alla luce delle specifiche previsioni delle condizioni generali MSC. Non intendiamo fermarci al rimborso del prezzo. Verificheremo anche il diritto all’indennizzo supplementare e al risarcimento del danno da vacanza rovinata, oltre alle ulteriori conseguenze pregiudizievoli subite dai viaggiatori, secondo i presupposti previsti dalla legge”.
Codici raccoglie le segnalazioni degli italiani interessati e preannuncia iniziative nei confronti di MSC, verificando sia le effettive ragioni del fermo sia le modalità informative adottate verso i passeggeri. L’assistenza è disponibile tramite lo Sportello WhatsApp 338 4804415, al numero 06-5571996 ed all’indirizzo [email protected].