La guerra deprime i mercati azionari. I principali mercati azionari europei hanno aperto con un ribasso del 2,5%-4%: i titoli di Stato di riferimento, il dollaro, il franco svizzero, lo yen giapponese e l'oro hanno registrato un'impennata in un movimento verso la sicurezza. I mercati russi ed ucraini sono andati in caduta libera: il rublo si è indebolito di quasi il 7% ad un livello senza precedenti...
La guerra deprime le Borse
Aperture in ribasso per i mercati europei. Piazza Affari crolla del 4,6%
Possiedi già un account?
Registrati per accedere gratuitamente nelle successive 24 ore a tutti i contenuti prodotti o Accedi impiegando le tue credenziali personali
Collegate
Piazza Affari, energia e petrolio guidano la seduta
Conflitto russo-ucraino detta andamento Borsa: male bancari, su i titoli legati al greggio
Piazza Affari risente più delle altre borse europee della guerra in atto tra Russia ed Ucraina. La Borsa italiana perde, a metà seduta, il 5,12% con il Ftse Mib a 24.626 punti. in calo del 3,28% lo spread B... segue
Suggerite
Autostrade, per gli italiani una rete essenziale per viaggiare
Indagine Swg: mobilità, merci e sicurezza al centro della percezione degli utenti
La rete autostradale continua a rappresentare un’infrastruttura di riferimento per la mobilità degli italiani: l’88% della popolazione tra 18 e 80 anni la utilizza almeno occasionalmente, mentre un inte... segue
Khoryv colpita al largo di Costanza: tre marittimi dispersi
Nove persone salvate, ricerche ostacolate da maltempo e scarsa visibilità
Nove membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, mentre un marinaio è stato recuperato senza vita e altri tre risultano ancora dispersi nel Mar Nero, al largo di Costanza. Secondo quanto riferito da... segue
Nucleare, cresce il consenso degli italiani sui social
Il 57% degli utenti favorevole: autorizzazioni e costi al centro del confronto digitale
Tempi autorizzativi e quadro regolatorio assorbono il 25% del confronto on-line sul possibile rientro del nucleare nel mix energetico italiano. Seguono costi e competitività, al 22%, quindi le tecnologie... segue