Il 23 giugno 2026, Capo d’Orlando Marina ha ospitato la terza tappa dei Blue Marina Awards, un incontro fondamentale per definire come la portualità turistica possa difendersi dai mutamenti climatici. Walter Vassallo, fondatore del premio, Giuseppe Mangano, presidente della società di gestione del porto siciliano, e il sindaco Franco Ingrillì hanno riunito istituzioni e scienziati per trasformare i semplici approdi in veri presidi territoriali, capaci di resistere alle sfide ambientali.
Nel bacino del Mediterraneo, l'innalzamento delle temperature marine impone un urgente cambio di rotta. Durante i tavoli operativi, la ricercatrice del CNR Ilenia Belviso e il geologo Franco Cannavò hanno evidenziato la stringente necessità di monitorare le mareggiate e la forte erosione costiera. Questo approccio permette di convertire la conoscenza accademica in solide misure di prevenzione guidate da esperti come l'ingegnere marittimo Antonino Sutera e il comandante Alessandro Sarro della Capitaneria di Milazzo, proteggendo le coste esposte a frequenti fenomeni meteorologici estremi.
Il summit, arricchito dai contributi di Calogero Marino di Assonat-Confcommercio e Roberto Perocchio di Assomarinas, ha ribadito che la sostenibilità quotidiana non rappresenta un semplice slogan. Grazie alle soluzioni digitali e tecnologiche proposte da manager come Marko Petelin di Infordata Sistemi e Fabio Legni di Poseidon Software, la gestione oculata delle risorse idriche e la transizione energetica costituiscono i nuovi pilastri operativi. I porti turistici devono valutare le proprie performance attraverso indicatori oggettivi validati dall'ente terzo RINA, passando dalle promesse a certificazioni misurabili.
In chiusura, insieme a Giuseppe Tisci della Federazione Italiana Vela, gli organizzatori hanno lanciato un appello per spingere gli approdi nazionali verso questa metamorfosi strutturale. Le marine del futuro dovranno integrare competenze multidisciplinari per tutelare gli ecosistemi marini, diventando modelli virtuosi di eccellenza.