L'associazione dei consumatori Codacons ha denunciato l'insufficienza dei primi micro-ribassi dei carburanti registrati sulla rete stradale e autostradale italiana, giunti dopo 32 giorni consecutivi di rincari che hanno gravato sulle tasche degli automobilisti in viaggio. Nonostante un tracollo delle quotazioni del greggio Brent pari al 12,7% maturato nell'ultima settimana, le flessioni medie rilevate alla pompa si sono attestate su un irrisorio calo di 0,3 centesimi per il gasolio e 0,2 centesimi per la benzina, confermando le consuete asimmetrie nella trasmissione dei costi dell'energia.
L'analisi evidenzia come la contrazione dei listini risulti nettamente inferiore alle attese, vanificando parte degli effetti attesi dal taglio delle accise approvato dall'esecutivo alla fine dello scorso mese. Secondo le stime dell'associazione, l'impatto reale del calo fiscale sul diesel si traduce in un beneficio effettivo di soli 8,8 centesimi al litro rispetto ai 17 teoricamente previsti, determinando un extra-costo medio di oltre quattro euro a pieno. La proroga dello sconto fiscale al 25 agosto lascia inoltre priva di tutele la finestra strategica del controesodo di fine mese, quando milioni di vacanzieri affolleranno i principali corridoi autostradali del Paese.
La disparità di trattamento penalizza in misura marcata oltre 17 milioni di proprietari di vetture a benzina, esclusi dagli interventi di calmiere nonostante le quotazioni sostenute del carburante verde. L'ennesimo episodio di lentezza nei ribassi ripropone il tema della vigilanza sulla filiera distributiva della mobilità stradale, dove la persistenza di fenomeni speculativi rischia di compromettere la stabilità economica dei trasporti privati e della logistica di corto raggio durante la stagione dei grandi flussi estivi.