La National Highway Traffic Safety Administration ha avviato un'indagine ingegneristica approfondita su oltre 135 mila automobili Ford dotate del propulsore tre cilindri 1.0 EcoBoost negli Stati Uniti. L'agenzia governativa d'oltreoceano intende valutare l'effettivo pericolo di incidenti provocato dall’improvviso spegnimento del motore durante la marcia, avviando l'iter decisivo che precede la richiesta di un maxi richiamo ufficiale su scala nazionale. L'istruttoria coinvolge direttamente le vetture dei modelli Fiesta, Focus ed EcoSport realizzate nel periodo compreso tra il 2014 e il 2021, veicoli ampiamente diffusi sia sul mercato automobilistico americano sia nelle flotte di mobilità europee.
Al centro delle verifiche dell'autorità di vigilanza si trova la complessa architettura della cinghia di distribuzione a bagno d'olio. Il prematuro sfilacciamento dei materiali sintetici della cinghia tende a rilasciare micro-particelle che ostruiscono l'aspirazione della pompa di lubrificazione interna. La conseguente e immediata perdita di pressione causa il grippaggio del propulsore, lasciando gli automobilisti con margini di manovra minimi per arrestare il mezzo in piena sicurezza. I dossier raccolti dall'ente indicano 355 casi di guasto improvviso e dimostrano come il novantotto per cento delle rotture sia avvenuto attorno ai 113 mila chilometri di percorrenza, ben prima dei limiti di manutenzione prescritti dalla casa madre.
Nonostante la casa dell'Ovale Blu abbia cercato di arginare la crisi riducendo le scadenze dei tagliandi a 160 mila chilometri e disponendo rimborsi per gli interventi già sostenuti dai clienti, la misura è stata giudicata insufficiente. La vicenda riapre una complessa discussione industriale sulla sostenibilità delle motorizzazioni ridimensionate con cinghia immersa nel lubrificante, una tecnologia finita al centro di pesanti azioni legali anche in Europa.