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Caro carburanti, il grido dei gestori: consumi giù e costi stellari

Figisc Umbria denuncia il crollo dei guadagni alla pompa

A Perugia, il presidente della Figisc Confcommercio Umbria, Giulio Guglielmi, ha tracciato un quadro critico sulla mobilità regionale e sulla sostenibilità economica della rete di distribuzione dei carburanti. Nel corso di un'intervista rilasciata all'ANSA, il rappresentante dei benzinai ha evidenziato come le violente impennate dei prezzi di benzina e diesel stiano impoverendo gli impianti, costretti a sostenere costi esorbitanti per riempire le cisterne a fronte di margini fissi per litro che riducono drasticamente i profitti lordi.

La crisi dei listini sta modificando in modo tangibile le abitudini di viaggio degli automobilisti italiani. L'aumento dei costi spinge sempre più cittadini a limitare gli spostamenti individuali o a condividere l'automobile per recarsi al lavoro, causando una forte contrazione nei volumi di carburante erogati su tutta la rete viaria ordinaria. A differenza di quanto percepito dagli utenti finali, i gestori delle stazioni di rifornimento percepiscono un margine fisso indipendente dall'importo totale dello scontrino, vedendosi schiacciati tra il calo delle vendite e il rincaro delle spese d'esercizio, dalla manutenzione dei piazzali all'aggiornamento dei sistemi operativi.

Questa paralisi economica rischia di mettere a repentaglio la tenuta della rete distributiva nazionale, snodo fondamentale per garantire la continuità dei trasporti e della logistica a breve raggio. In assenza di interventi strutturali sul sistema fiscale delle accise, il progressivo calo dell'utilizzo dei veicoli privati potrebbe accelerare la trasformazione dei modelli di mobilità urbana, costringendo gli operatori di settore a ripensare l'offerta dei servizi in chiave multi-energia e digitale per sopravvivere alle mutevoli esigenze dei viaggiatori.

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