I dati della Container Trades Statistics svelano che il traffico marittimo mondiale ha raggiunto a luglio 2026 la quota record di 17,3 milioni di Teu. L'incremento del 4,5% su base annua svela una domanda in forte ripresa lungo le rotte oceaniche, trainata dall'Estremo Oriente. Tuttavia, le perduranti tensioni nel Golfo Persico e le criticità nello stretto di Hormuz hanno ridotto l'efficienza della flotta globale, provocando uno shock dell'offerta che ha fatto impennare l'indice dei noli del 47% da inizio anno.
L'espansione dei volumi presenta marcate differenze geografiche. L'Africa subsahariana guida le importazioni con un balzo del 14%, mentre l'Europa registra un incremento del 6,1%. Sul fronte dell'export, l'Asia domina la scena con una crescita vicina al 9%, favorita dall'inedita scelta dei costruttori automobilistici cinesi di impiegare i contenitori tradizionali per spedire veicoli.
Negli Stati Uniti, la tenuta dei consumi sta prolungando il picco stagionale oltre le attese. Il Global Port Tracker stima per settembre oltre 2,3 milioni di Teu nei terminal americani, alimentati dalle vendite al dettaglio nonostante l'impatto dei dazi. A complicare il quadro contribuiscono i ritardi operativi per il maltempo in Cina e le deviazioni dal Canale di Panama.
Per difendere le tariffe, i vettori mantengono la stiva sotto controllo. I monitoraggi di Drewry sulle rotte Est-Ovest confermano la cancellazione del 6% delle partenze pianificate, per lo più sulle direttrici transpacifiche. La logistica marittima si avvia così a chiudere l'anno con volumi in crescita e grande attenzione sulle catene di fornitura.