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Svezia: trasporti al centro di un governo in bilico

La mobilità sostenibile resta la grande incognita

Domenica 13 settembre la Svezia si è risvegliata politicamente divisa, bloccando l'avanzata dell'estrema destra durante le elezioni legislative. A Stoccolma, l'opposizione di centrosinistra guidata da Magdalena Andersson ha superato di strettissima misura la coalizione conservatrice del premier uscente Ulf Kristersson, arginando la temuta onda nera dei Democratici Svedesi. L'attuale stallo, che costringerà la nazione ad attendere lo spoglio definitivo delle schede estere, deriva da una profonda spaccatura dell'elettorato sulle politiche di mobilità ed economiche che hanno acceso la campagna elettorale.

Il governo conservatore aveva tentato di conquistare voti giocando pesantemente la carta strategica dei trasporti. Da inizio luglio l'esecutivo aveva dimezzato il costo degli abbonamenti per i mezzi pubblici locali, un'iniziativa imponente del valore di oltre seicentocinquanta milioni di euro progettata per alleviare l'inflazione sulle famiglie. Questa vistosa manovra, unita al precedente taglio delle accise sui carburanti e agli aiuti economici destinati alle compagnie aeree, non è bastata per garantire una rielezione serena. L'ultradestra di Jimmie Åkesson ha registrato un inaspettato calo di consensi, perdendo la posizione di secondo partito nazionale e ridimensionando il proprio peso politico.

Nonostante la brusca frenata della compagine nazionalista, la governabilità scandinava resta appesa a un filo sottilissimo, con uno scarto stimato in soli tre seggi parlamentari. Questo fragile equilibrio rischia di paralizzare settori cruciali per l'economia, in primis la transizione ecologica dei trasporti. La Svezia, da sempre pioniera nell'elettrificazione stradale e nella mobilità sostenibile, affronta oggi un bivio istituzionale critico. Un eventuale ritorno al potere del centrosinistra potrebbe spingere verso investimenti strutturali sulle infrastrutture ferroviarie ad alta velocità e sull'abbandono rapido dei combustibili fossili, superando le logiche dei sussidi temporanei per i pendolari. Le prossime ore saranno decisive per stabilire chi guiderà il Paese e quale complessa direzione prenderà il futuro degli spostamenti nel Nord Europa.

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