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Petrolio in rialzo dopo lo stop al collegamento verso Yanbu

Droni danneggiano una rotta alternativa cruciale per l’export saudita sul Mar Rosso

La sospensione dell’oleodotto Est-Ovest saudita, divenuto uno snodo essenziale dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, ha spinto al rialzo le quotazioni internazionali del petrolio. Il Brent ha superato i 109 dollari, attestandosi a 109,35 dollari al barile con un incremento del 4,53%; il Wti è salito a 104,38 dollari, in progresso del 4,33%.

L’infrastruttura collega per 750 miglia le aree di produzione del Regno affacciate sul Golfo Persico al porto di Yanbu, sul Mar Rosso, e dispone di una capacità fino a 7 milioni di barili di greggio al giorno. La sua indisponibilità arriva mentre si intensificano le tensioni nello Yemen tra gli Houthi e l’Arabia Saudita.

Il Ministero degli Esteri saudita ha riferito che diversi droni hanno provocato feriti e danni, attualmente oggetto di riparazione. Secondo l’Ap, il ripristino dell’operatività potrebbe richiedere varie settimane. Per il governo saudita, i velivoli senza pilota sarebbero stati lanciati dall’Iraq, dove le autorità incontrano difficoltà nel controllo delle milizie appoggiate dall’Iran e già responsabili di ripetuti attacchi alle infrastrutture saudite.

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