La federazione aziendale Federlogistica ha presentato il nuovo piano strategico di rigenerazione territoriale intitolato Dalle aree dismesse alle aree investibili durante la ventesima edizione di "RemTech Expo" e degli Stati generali degli Smart Ports, con l'obiettivo prioritario di riconvertire i vecchi siti industriali abbandonati in moderni nodi intermodali a consumo di suolo zero, riducendo significativamente l'impatto ambientale sulle comunità locali e sul territorio nazionale.
L'iniziativa, illustrata dal presidente dell'associazione Davide Falteri insieme al coordinatore della Sezione Green Matteo Campora ed allo specialist Giovanni Battista Raggi, intende collegare le bonifiche ambientali, la pianificazione urbanistica, i trasporti sostenibili e lo sviluppo integrato delle Zone logistiche semplificate. Il progetto punta a superare definitivamente la storica contrapposizione tra crescita economica e tutela dell'ecosistema, promuovendo un tavolo di lavoro permanente con l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, l'Agenzia Ice, le giunte regionali e le Autorità di sistema portuale. Molte delle principali infrastrutture marittime della penisola sono state peraltro premiate durante la fiera estense per i loro progetti innovativi dedicati alla decarbonizzazione delle banchine, alla sicurezza ed alla transizione digitale del trasporto merci.
La proposta della confederazione valorizza la creazione di corridoi logistici sostenibili in cui l'intermodalità tra rotaia e mare si unisce a reti digitali avanzate, aree buffer e di sosta dotate di servizi efficienti per l'autotrasporto, infrastrutture energetiche rinnovabili, cybersecurity e una gestione ecologica dei dragaggi dei fondali. Un apporto determinante alla rivoluzione verde arriva dall'applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale e dalla futura integrazione del calcolo quantistico, strumenti indispensabili per pianificare le rotte marittime e terrestri, bilanciare i carichi dei vettori, azzerare i viaggi a vuoto e abbattere drasticamente i tempi di attesa e le emissioni climalteranti. In questo modo l'ambiente cessa di essere un vincolo e diventa la prima infrastruttura abilitante per la mobilità sostenibile delle merci.