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Santillo (M5S) contesta il progetto del Ponte: rischi strategici e politici

Chiede una verifica tecnica e mette in guardia su fragilità logistica e legami diplomatici

Il deputato Agostino Santillo (M5S) rincara la dose contro il progetto del Ponte sullo Stretto e contro la linea politica di Matteo Salvini e del Governo. Secondo l'onorevole, l’exploit retorico di presentare l’opera come “infrastruttura militare strategica” sarebbe servito solo a bypassare vincoli comunitari ed ottenere via libera normativi più rapidi: una versione, sostiene, smontata persino dall’attuale titolare della Difesa. L’attacco si allarga alla gestione internazionale della premier: il legame con Washington e Tel Aviv, osserva il deputato, aumenterebbe i rischi sullo scacchiere geopolitico, mentre l’idea di una grande opera collegata allo Stretto — piuttosto che accrescere la deterrenza— la renderebbe un primo possibile bersaglio in caso di conflitto, amplificando le vulnerabilità dell’assetto logistico nazionale. 

Santillo inoltre afferma che, per far passare la delibera Iropi, l’Esecutivo ha dovuto eliminare i passaggi “tecnicamente indifendibili” proposti da Salvini, descrivendoli come slogan vuoti privi di basi tecniche. Per l'onorevole si tratterebbe di incompetenza politica: “un dilettante che gioca con i soldi degli italiani”, e di un progetto usato più come cassa di risonanza elettorale che come reale investimento in resilienza infrastrutturale. Conclude con un appello netto: fermare l’opera prima che diventi —nella sua definizione— "un pericolo pubblico spacciato per sicurezza nazionale". Le accuse restano nel perimetro politico del parlamentare, che chiede una rivalutazione tecnica e strategica prima di procedere.

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