Press
Agency

Russia, carburanti sotto pressione: benzina più critica del diesel

Domanda estiva ed attacchi alle raffinerie aggravano il mercato interno

Le misure adottate da Mosca per tenere sotto controllo il mercato dei carburanti arrivano mentre la pressione sugli impianti di raffinazione continua a farsi sentire. Sul fronte del diesel, il quadro resta meno delicato; sulla benzina, invece, le tensioni sono più evidenti, soprattutto in una fase in cui la domanda interna tende a salire.

In estate, infatti, l’uso della benzina aumenta per effetto degli spostamenti in auto verso le località di vacanza. A questo si somma la chiusura di molti aeroporti nel sud della Russia, elemento che spinge una quota maggiore di viaggiatori a scegliere la strada. Il risultato è un mercato più esposto proprio mentre diverse raffinerie sono già impegnate in riparazioni e quindi non operano a pieno regime.

Per ora, secondo Igor Yushkov, professore all’università finanziaria del governo della Federazione russa ed analista del Fondo nazionale per la sicurezza energetica, non si vede ancora una carenza grave di benzina su scala generale. "Gli attacchi alle raffinerie stanno creando problemi sul mercato interno della benzina, mentre per il diesel la situazione è meno critica. In estate il consumo di benzina cresce perché sempre più persone vanno in vacanza in automobile, anche a causa della chiusura di molti aeroporti nel sud della Russia. La domanda aumenta, proprio mentre molte raffinerie sono ferme per riparazioni. C'è quindi il rischio di una carenza di benzina, ma per ora non si osserva una penuria grave, a eccezione della Crimea e delle nuove regioni del Donbass, dove l'Ucraina ha intensificato gli attacchi contro la logistica. Il governo cerca di evitare carenze attraverso il divieto di esportazione della benzina, l'azzeramento dei dazi sulle importazioni e aumentando le forniture dalle raffinerie bielorusse".

Le criticità, però, risultano più marcate in Crimea e nelle nuove regioni del Donbass, dove l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro la logistica. Per contenere il rischio di scarsità, il governo ha già messo in campo il divieto di esportazione della benzina, l’azzeramento dei dazi sulle importazioni e un incremento delle forniture dalle raffinerie bielorusse.

Yushkov sottolinea inoltre che gli attacchi generano costi aggiuntivi, sia per gli interventi di ripristino sia per i periodi di arresto produttivo, durante i quali gli impianti non producono e non vendono. A rendere il quadro più oneroso intervengono anche le sanzioni: dal 2022 Ue ha vietato alla Russia la fornitura di attrezzature destinate alla riparazione ed alla modernizzazione delle raffinerie, con l’effetto di rendere più costosi gli interventi.

Suggerite

La Musa, Capri raccontata da 500 droni nella notte di San Lorenzo

Uno show al Porto Turistico intreccia mito, arte e simboli dell’Isola Azzurra

Il cielo di Marina Grande diventerà il palcoscenico di una narrazione dedicata a Capri nella notte di San Lorenzo. Dopo il concerto di Antonello Venditti, previsto dalle 22 al Porto Turistico di Capri,... segue

JCB Hydromax punta al record a idrogeno a Bonneville

Due motori industriali accoppiati da 1.600 CV per lo streamliner guidato da Andy Green

Il prossimo banco di prova per JCB Hydromax sarà Bonneville, dove a metà agosto il prototipo britannico affronterà il tentativo ufficiale di record di velocità terrestre nella classe SCTA, regolata dal... segue

Mercedes-Benz, ok Ue all’acquisizione di otto sedi tedesche

Bruxelles non rileva rischi concorrenziali nell’operazione Galh in Germania

Via libera di Bruxelles al passaggio sotto il controllo esclusivo di Global Auto Holdings di otto sedi tedesche dedicate alla vendita al dettaglio e all’assistenza Mercedes-Benz. L’operazione, che rig... segue