Venerdì 26 giugno 2026, l'assemblea generale annuale degli azionisti di Honda Motor riunita a Tokyo ha rinnovato la fiducia all'amministratore delegato Toshihiro Mibe, confermando formalmente il suo incarico all'interno del consiglio di amministrazione. Il voto favorevole dei soci è giunto subito dopo le sentite scuse espresse dal massimo dirigente per il primo, storico passivo operativo registrato dal colosso nipponico in ben settant'anni di storia, causato principalmente da una pesante esposizione a oneri straordinari di ristrutturazione e dalla spietata concorrenza asiatica nel comparto dei veicoli a batteria.
La drastica flessione dei conti, appesantiti da oneri superiori ai nove miliardi di dollari stanziati per riallineare la rotta strategica sulla mobilità alla spina, ha profondamente scosso la stabilità finanziaria dell'azienda. Mibe ha apertamente riconosciuto le forti criticità strutturali derivanti da alcune evidenti lacune nella pianificazione originaria della transizione ecologica, che sono state amplificate dall'avanzata commerciale travolgente dei costruttori cinesi sul mercato globale. Nonostante i forti timori manifestati alla vigilia per questo inedito deficit economico, la platea dei soci ha preferito mantenere la continuità della governance, scommettendo sulle severe contromisure industriali già predisposte dal vertice per risanare i bilanci nel medio termine.
Il piano di riscatto aziendale poggia ora su pilastri industriali ambiziosi, fortemente orientati all'innovazione tecnologica pura e alle sinergie di scala di respiro globale. Sul fronte del prodotto di serie, il brand nipponico punta moltissimo sul debutto commerciale della futuristica gamma elettrica denominata Honda 0 Series, un progetto nativo digitale che promette di rivoluzionare il segmento grazie all'inedito sistema operativo Asimo OS e a sofisticate tecnologie di guida automatizzata avanzate. Parallelamente, per ottimizzare i costi e recuperare la necessaria competitività, si stanno accelerando le trattative per la nascita della maxi holding congiunta con i partner Nissan e Mitsubishi, un'operazione straordinaria che mira a unire lo sviluppo di software e piattaforme condivise, ridisegnando radicalmente gli equilibri dell'automotive mondiale.