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La Musa, Capri raccontata da 500 droni nella notte di San Lorenzo

Uno show al Porto Turistico intreccia mito, arte e simboli dell’Isola Azzurra

Il cielo di Marina Grande diventerà il palcoscenico di una narrazione dedicata a Capri nella notte di San Lorenzo. Dopo il concerto di Antonello Venditti, previsto dalle 22 al Porto Turistico di Capri, andrà in scena La Musa: dodici minuti di immagini luminose create da 500 droni, concepiti per restituire in forma visiva la memoria, l’immaginario e la vocazione culturale dell’isola.

L’iniziativa, promossa dalla Città di Capri e dalla P.T.C. Porto Turistico di Capri, nasce in partnership con Artech e Dronisos. Il progetto prosegue il percorso avviato nell’estate precedente, quando il primo drone show realizzato per San Lorenzo al Porto aveva proposto luci e simboli ispirati ai paesaggi, alla storia e alla cultura dell’Isola Azzurra.

La Musa sviluppa invece un racconto inedito. La fonte narrativa è la leggenda che raffigura Capri come un’isola-donna, divisa per sempre dal suo amore, il Vesuvio. Da questa separazione prende forma una voce ideale che attraversa epoche e ricordi, guidando il pubblico lungo i tratti più riconoscibili dell’identità caprese.

Nel disegno luminoso compariranno i Faraglioni, la Piazzetta, la Grotta Azzurra e la Lucertola Blu, insieme a segni della tradizione popolare, tra i quali il tamburello. Le figure saranno collegate in una sequenza continua: ciascuna immagine nascerà dalla trasformazione di quella precedente, senza cesure né sovrapposizioni, secondo un impianto visivo assimilabile a un flusso di coscienza.

La tecnologia, in questo impianto, opera come linguaggio espressivo e non come fine dello spettacolo. I droni diventano un alfabeto di luce al servizio del patrimonio locale, capace di unire le radici dell’isola a una lettura contemporanea della sua identità. Capri viene così rappresentata non soltanto come meta di viaggio, ma come luogo che nei secoli ha generato visioni e opere: dai miti antichi al Grand Tour, fino agli artisti e ai protagonisti della cultura contemporanea.

Subito dopo la raffigurazione dei Faraglioni, il racconto introdurrà la Medusa di Jago. L’opera mette in relazione il mito classico con una nuova espressione artistica e richiama il legame fra l’isola e la creatività contemporanea, nell’incontro simbolico tra la pietra modellata dal mare e quella scolpita dall’uomo. Il riferimento rende omaggio all’artista che ha scelto Capri come luogo di appartenenza e che, con l’apertura del Jago Museum Capri negli spazi di Villa Lysis, ha aggiunto un capitolo alla storia culturale dell’isola.

La conclusione sarà affidata alla musica e a due figure profondamente legate a Capri. Peppino di Capri, protagonista di oltre sessantacinque anni di rapporto con l’isola tra piazze e palcoscenici, sarà ricordato attraverso “Champagne” e “Luna Caprese”. Lo spettacolo dedicherà inoltre un gesto di riconoscenza a Guido Lembo, la cui taverna Anema e Core ha rappresentato per decenni un punto d’incontro fra artisti, attori, cantanti, turisti e pubblico, in uno spazio dove il confine tra chi si esibiva e chi ascoltava tendeva a scomparire.

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