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Il grande business delle macchine edili rubate: asse tra l'Emilia e i porti nazionali

L'operazione "Benna" della Polizia Stradale di Bologna svela le rotte marittime del riciclaggio

Questa mattina a Bologna, nel corso di una conferenza stampa in Questura, la Polizia Stradale ha svelato i dettagli dell'operazione "Benna", che ha smantellato un'organizzazione transnazionale dedita al riciclaggio di mezzi pesanti da cantiere. Il gruppo criminale gestiva un vasto traffico di escavatori, sollevatori telescopici e autocarri rubati, pronti per essere imbarcati verso l'Arabia Saudita e la Libia attraverso i porti di Ravenna e Civitavecchia. L'inchiesta si è conclusa con diciassette indagati totali, otto dei quali legati da un vincolo associativo stabile, portando all'esecuzione immediata di sei ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari.

Gli inquirenti hanno quantificato il valore complessivo dei mezzi individuati in oltre un milione e ottocentomila euro, procedendo al sequestro preventivo di dodici macchine d'opera e due semirimorchi. Il modus operandi della rete criminale evidenzia una profonda conoscenza delle procedure logistiche portuali. I veicoli, sottratti a imprese edili tramite appropriazioni indebite o furti mirati nei depositi, venivano stoccati in hub temporanei dove i tecnici della banda provvedevano alla punzonatura dei nuovi telai e alla falsificazione dei certificati di conformità per aggirare i controlli doganali stradali, sfruttando la forte richiesta di macchinari nei mercati mediorientali interessati da massicci piani di sviluppo.

L'operazione della Stradale emiliana si inserisce in un quadro di allarme crescente per il comparto delle costruzioni e della mobilità logistica in Italia, un settore già fortemente penalizzato dai lunghi tempi di consegna dei macchinari nuovi da fabbrica. Il fenomeno del riciclaggio di veicoli commerciali verso il Nord Africa rappresenta una vera emorragia finanziaria per le imprese edili e le aziende logistiche nazionali. Proprio per contrastare questo pericoloso trend, l'Agenzia delle Dogane sta oggi intensificando i monitoraggi fisici e digitali nei principali nodi portuali della penisola, implementando scanner ad alta tecnologia capaci di ispezionare accuratamente tutti i container sospetti senza rallentare il regolare flusso commerciale delle merci.

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