Nel corso del primo semestre del duemilaventisei, il Brasile è diventato il principale importatore mondiale di autoveicoli fabbricati in Cina, registrando un balzo record spinto dall'esplosione della mobilità elettrica. Questa repentina scalata del mercato sudamericano scaturisce dalla forte espansione dell'offerta asiatica e dalla spinta dei consumatori locali ad anticipare gli acquisti prima dell'entrata in vigore, scattata a luglio, dei nuovi dazi doganali al trentacinque per cento su elettriche e ibride. In soli cinque mesi le importazioni hanno raggiunto cinque miliardi e duecento milioni di dollari, superando mercati chiave come Russia e Belgio.
I dati relativi alla prima metà dell'anno mostrano la straordinaria velocità della transizione verso i trasporti sostenibili in America Latina. Le immatricolazioni di veicoli elettrificati leggeri hanno superato le duecentoquindicimila unità, segnando un incremento del centoventicinque per cento su base annua e portando la quota di mercato delle motorizzazioni ecologiche al diciotto per cento nel mese di giugno. Questa accelerazione riflette sia l'evoluzione delle preferenze degli automobilisti brasiliani, sia la determinazione dei colossi industriali cinesi come BYD e GWM nell'imporre la propria leadership tecnologica nei mercati emergenti.
La massiccia penetrazione delle vetture asiatiche ha tuttavia generato un profondo rosso nella bilancia commerciale del settore automobilistico brasiliano, che ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con un disavanzo record di oltre cinque miliardi di dollari. Se nel duemilaventuno la quota della Cina sul totale dei veicoli importati da Brasilia era appena del cinque per cento, oggi il paese asiatico ne controlla oltre il settanta per cento. Per tutelare la filiera produttiva locale, il governo federale ha reintrodotto le barriere tariffarie, spingendo i gruppi orientali ad accelerare la localizzazione della produzione direttamente negli stabilimenti del territorio brasiliano.
L'espansione cinese in Sud America evidenzia un profondo riassestamento della geografia dell'automotive globale. In un contesto internazionale caratterizzato dalle crescenti restrizioni doganali europee e americane, il caso brasiliano dimostra come la transizione verso la mobilità a basse emissioni stia ridefinendo in modo permanente gli equilibri commerciali ed industriali del comparto.