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Chimica verde e trasporti: 2,5 miliardi per la svolta di Versalis

Al MIMIT vertice decisivo su Brindisi, Ragusa e Priolo

Giovedì 30 luglio 2026, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma, i vertici di Versalis, le organizzazioni sindacali, il Governo e le Regioni si sono riuniti per accelerare il piano di riconversione della chimica di base, destinato a rivoluzionare i poli industriali di Brindisi, Ragusa e Priolo Gargallo in chiave di sostenibilità e decarbonizzazione dei trasporti. Il vertice ha registrato un avanzamento significativo della tabella di marcia, accompagnato da una revisione al rialzo delle risorse sul piatto, che salgono da 2 a 2,5 miliardi di euro per sostenere la transizione ecologica dell'intero comparto.  

Questo ingente sforzo finanziario si inserisce nella più ampia strategia del Gruppo Eni per la decarbonizzazione della mobilità, dove la produzione di materiali bio-based e molecole sostenibili gioca un ruolo cruciale per la riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti e dell'automotive. Durante l'incontro è emerso un quadro favorevole riguardo all'iter autorizzativo degli impianti e alla riqualificazione del personale, passaggi fondamentali per convertire i siti siciliani e pugliesi verso la chimica circolare. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla struttura messa in sicurezza a Priolo, per la quale un advisor ha individuato una concreta manifestazione di interesse da parte di un investitore privato, i cui dettagli verranno approfonditi nel prossimo tavolo ministeriale in autunno.  

I rappresentanti di UGL Chimici hanno espresso forte apprezzamento per la sinergia istituzionale, sottolineando come la cooperazione tra pubblico e privato sia la chiave per garantire nuova competitività alla filiera industriale italiana. Far evolvere i processi produttivi della chimica tradizionale significa infatti alimentare la catena del valore dei trasporti di domani, fornendo alla mobilità elettrica e ai carburanti alternativi componenti sempre più ecocompatibili. La trasformazione dei poli del Mezzogiorno dimostra che la tutela dell'occupazione e la transizione verde dei trasporti possono procedere di pari passo, posizionando l'Italia all'avanguardia nell'industria della mobilità a basse emissioni.

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