A luglio 2026 l’Automobile Club d’Italia ha rilevato in tutto il territorio nazionale una contrazione del 2% nei passaggi di proprietà delle auto usate, legata al clima d'incertezza economica e al riassestamento dei listini. Nonostante la lieve flessione, il settore di seconda mano continua a trainare la mobilità della penisola: ogni 100 vetture nuove immatricolate ne sono state vendute 213 usate, confermando come le famiglie italiane prediligano soluzioni d'acquisto più contenute rispetto all'acquisto del nuovo.
Il panorama delle motorizzazioni vede la netta prevalenza dei carburanti tradizionali, con benzina e diesel saldamente al comando delle compravendite. Tuttavia, in sintonia con le direttive europee sulla decarbonizzazione dei trasporti e le restrizioni al traffico nei centri urbani, aumenta l'interesse verso l'usato sostenibile. I modelli ibridi a benzina hanno messo a segno una crescita a doppia cifra rispetto all'anno precedente, mentre le elettriche pure ritagliano una presenza ancora contenuta ma in costante espansione, segnale di una transizione ecologica che inizia a intaccare anche il mercato dell'usato.
Sul fronte strutturale rimane aperto il nodo legato all'elevata età media del parco circolante italiano, con una presenza rilevante di veicoli con oltre vent'anni di carriera. Parallelamente, le radiazioni registrano un incremento significativo spinto soprattutto dalle demolizioni di vecchi modelli Euro 3 ed Euro 4, con una forte accelerazione concentrata nelle regioni del Sud e nelle Isole. La graduale dismissione delle vetture più obsolete rappresenta un tassello fondamentale per accelerare il rinnovo della flotta nazionale e garantire standard di sicurezza ed efficienza energetica superiori sulle strade.