Sette centri di ricerca in Italia, oltre mille ricercatori impiegati direttamente, 9520 brevetti in vigore e più di 70 partnership strutturate con atenei italiani ed internazionali: è su questa infrastruttura di competenze che Eni ha concentrato investimenti in innovazione tecnologica superiori a 1,5 miliardi di Euro nell’arco degli ultimi quattro anni. Il dato è stato indicato dal presidente Giuseppina Di Foggia nella sua prima intervista dopo la nomina, pubblicata da "Il Sole 24 Ore".
Per lei, il profilo del gruppo ha ormai oltrepassato la tradizionale definizione di impresa oil & gas: “Oggi Eni non è più una compagnia oil & gas nel senso classico del termine, ma una vera e propria global energy tech company”. La ricerca, ha spiegato, si traduce in soluzioni applicate lungo l’intera catena industriale: dall’esplorazione alle attività di cattura e stoccaggio della CO2, dalle batterie di nuova generazione ai biocarburanti, fino al confinamento magnetico del plasma destinato alla fusione nucleare. “Avere una catena del valore integrata della conoscenza significa possedere una marcia in più”, ha affermato, aggiungendo che “chi sa guardare a ciò che oggi ancora non esiste costruisce il vantaggio competitivo di domani”.