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Gedi, trattativa sotto la lente: garanzie su posti e stampa

Valutazioni del Governo, piani di rilancio ed il rischio di concentrazione internazionale

La tutela dell'occupazione e l'indipendenza editoriale delle testate storiche restano i punti non negoziabili nella vicenda Gedi. In audizione in commissione Cultura alla Camera, il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha ribadito che il Governo segue con attenzione la trattativa di cessione, pur non avendo al momento elementi che consentano l'attivazione del golden power. Per procedere sarebbe necessaria una formale notifica e la conoscenza del veicolo societario acquirente, condizioni che oggi mancano e che impediscono valutazioni sull'effettivo perimetro dell'operazione. I potenziali acquirenti greci di Antenna Group, guidati dall'imprenditore Theodore Kyriakou, hanno manifestato l'intenzione di acquisire l'intero gruppo — compresa "La Stampa" — indicando tuttavia che alcuni asset potrebbero essere considerati strategici ed altri suscettibili di offerte da terzi. Kyriakou, secondo Barachini, ha prospettato un piano biennale-triennale di rilancio per recuperare perdite annuali stimate tra 32 e 34 milioni, e ha assicurato di non avere l'obiettivo di procedere ad esuberi immediati. 

Sul fronte occupazionale esistono tutele contrattuali (articoli 30, 31, 32 del contratto giornalistico) che regolano i trasferimenti d'azienda: la cessione integrale trasferisce il personale al nuovo proprietario; in caso di vendita di rami d'azienda o piani industriali che rimodulino organici, si apre un tavolo negoziale con possibili clausole di salvaguardia. 

il sottosegretario ha anche evidenziato l'assenza di offerte italiane serie per testate storiche, lamentando che l'unica proposta nazionale considerata non era comparabile con l'offerta greca. Il dossier si inquadra in una fase di forte criticità per l'editoria: la finanziaria ha previsto un incremento di 60 milioni, è stata superata la norma del "decalage Crimi", ma la concorrenza degli over‑the‑top e le sintesi generate dall'IA stanno comprimendo i ricavi digitali fino al 50%. Le misure adottate sono utili ma non bastano: senza protezioni più strutturali rischiamo di lasciare il racconto del Paese ad operatori internazionali con logiche commerciali distanti dall'interesse pluralistico.

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