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Aumenti su carburante e pedaggi, allarme per l'autotrasporto

Serve politica ed investimenti per tutelare competitività e sicurezza della logistica

Il 2026 si apre con un aggravio di costi per l’autotrasporto nazionale. Dal primo gennaio l’accisa sul gasolio è aumentata di 4 centesimi al litro per effetto della Legge di bilancio, una modifica che coinvolge gran parte dei veicoli commerciali diesel sotto le 7,5 t, ovvero la maggior parte del parco circolante. 

Per le imprese che operano su gomma il carburante resta la voce più pesante dei costi operativi: "Ogni ritocco sulle accise si riflette immediatamente sui bilanci", osserva Michele Varotto, delegato degli Autotrasportatori di Confartigianato, ricordando come molte aziende faticano già oggi a sostenere l’aumento dei costi senza poter trasferire facilmente i rincari su committenti e consumatori. Secondo Confartigianato, la scelta di concentrare in un’unica soluzione l’avvicinamento tra accise su benzina e gasolio rappresenta una brusca accelerazione rispetto al piano di allineamento graduale annunciato in precedenza. Varotto sottolinea che ciò mette ulteriormente sotto pressione la competitività del settore, in un quadro in cui le accise italiane restano tra le più elevate in Europa. 

A complicare il quadro è l’aumento medio dei pedaggi autostradali previsto dall’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), stimato intorno all’1,5% per il 2026. Per gli operatori che utilizzano quotidianamente le reti a pedaggio, questo significa costi di percorrenza crescenti su infrastrutture che spesso non rispondono alle necessità del trasporto professionale, sia in termini di sicurezza sia di servizi di supporto, in particolare per la carenza di aree di sosta attrezzate. 

"L’autotrasporto resta un anello strategico della filiera logistica nazionale —conclude Varotto— ma ha bisogno di scelte politiche coerenti e sostenibili". Sull’emergenza infrastrutture interviene anche il presidente di Confartigianato, Gianluca Dall’Aglio: un’indagine tra gli associati evidenzia criticità diffuse nella provincia di Padova, con opere incompiute, arterie insufficienti e collegamenti inadeguati.

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