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Assopetroli chiede Lca e neutralità per i carburanti rinnovabili

Impatto delle incoerenze regolatorie ed appello per stabilità ed incentivi al retrofit

L’Associazione riconosce alcune aperture contenute nel nuovo quadro regolatorio, che però resta molto vincolante e poco coerente con il principio di neutralità tecnologica. I limiti all’utilizzo di biocarburanti e carburanti a basse emissioni rischiano di penalizzare filiere industriali operative e sostenibili, riducendo l’efficacia delle politiche climatiche e creando incertezza per gli investimenti.

I carburanti rinnovabili liquidi e gassosi sono una leva concreta e già pronta per ridurre le emissioni del parco circolante. Limitarli significa indebolire uno strumento funzionante e rallentare la decarbonizzazione dei trasporti.

La problematica si amplifica con la disomogeneità del quadro normativo europeo: mentre la direttiva Red III e il sistema ETS2 riconoscono il contributo dei carburanti rinnovabili, il Regolamento (Ue) 2019/631 considera solo le emissioni allo scarico, creando incoerenze di mercato e minando la pianificazione industriale.

In vista della revisione 2026 del Regolamento UE 2019/631 sugli standard di CO2 per auto e veicoli leggeri, Assopetroli-Assoenergia propone di:

adottare criteri di valutazione basati sul ciclo di vita (Life Cycle Assessment - Lca ed approccio well-to-wheel);

riconoscere le emissioni nette lungo l’intero ciclo, superando il solo riferimento allo scarico;

introdurre strumenti correttivi come il Carbon Correction Factor;

incentivare lo sviluppo di veicoli compatibili con carburanti rinnovabili e a basse emissioni;

garantire stabilità e coerenza normativa, evitando cambiamenti che possano generare stranded asset lungo le filiere industriali esistenti.

Queste misure assicurano una reale neutralità tecnologica, continuità degli investimenti ed un contributo più efficace dei carburanti rinnovabili alla transizione.

Assopetroli-Assoenergia ha inoltre espresso apprezzamento per l’annuncio del rifinanziamento del fondo dedicato al retrofit delle auto a gas naturale (21 milioni di Euro nel prossimo triennio), essenziale per sfruttare da subito il potenziale del biometano in un momento in cui le case costruttrici hanno smesso di produrre auto alimentate a biometano, per evitare sanzioni; uno strumento che favorisce una decarbonizzazione immediata dei trasporti attraverso la riconversione dei veicoli più datati a biometano o Gpl.

Resta indispensabile un deciso cambio di passo nelle politiche europee e nazionali: meno vincoli ed una vera neutralità tecnologica, con il pieno riconoscimento a pari titolo dei biocarburanti liquidi e gassosi per il futuro dell’automotive.

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