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Premi Iveco: Fiom critica riduzioni e chiede integrazione salariale

Delegati esclusi dalle trattative, contrari alla monetizzazione della sicurezza; cifre variabili

Iveco ha reso noti oggi gli importi previsti dal rinnovo della componente premiale del contratto collettivo specifico. La misura, secondo i delegati Fiom-Cgil del settore mobilità, non risponde alle esigenze di recupero del potere d’acquisto dei lavoratori e presenta riduzioni in tutti i siti rispetto ai valori 2025. Lo denunciano Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom e responsabile Mobilità, e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive, che ribadiscono l’esclusione della loro organizzazione dalle trattative. 

Nel report sindacale viene dettagliato il montante previsto per gruppi professionali diversi: Suzzara 298,49–411,16 €; Brescia 766,47–1.055,77 €; Piacenza 1.502,58–2.069,73 €; Bolzano e Vittorio Veneto 1.596,18–2.198,66 €; Torino Motori 1.649,30–2.271,83 €; Torino Drivelines 1.231,92–1.696,90 €; Foggia 1.606,30–2.212,59 €; per i lavoratori non appartenenti ai siti produttivi 1.077,61–1.484,35 €. 

Le tute blu di Fiom segnalano come, in alcuni stabilimenti, i livelli economici proposti risultino inaccettabili sotto il profilo della dignità salariale. Per questo chiedono che l’azienda si faccia carico, come già in passato, di un’integrazione che riporti gli importi a standard decorosi. Inoltre i rappresentanti sindacali esprimono netta contrarietà alla previsione di una quota del premio legata alla sicurezza quando questa venga trattata in forma monetaria: per la Fiom la prevenzione non è merce negoziabile.

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