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Urso (Mimit): ripensare il Green Deal per l'autonomia industriale

Conciliare transizione digitale ed ecologica con sovranità tecnologica e filiere resilienti

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Adolfo Urso, ha invitato a ripensare profondamente il Green Deal europeo durante il convegno di Legambiente "L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy". Secondo il ministro, l’architettura dell’iniziativa risale ad una visione geopolitica ormai superata, che presupponeva mercati aperti ed assenza di tensioni internazionali. Urso ha sottolineato la necessità di coniugare la doppia transizione —digitale ed ecologica— con il principio dell’autonomia strategica: la sovranità tecnologica ed industriale, ha spiegato, è requisito per mantenere libertà di azione e resilienza delle filiere. Affidarsi a soluzioni che creano dipendenze estere, ha avvertito, mette a rischio capacità produttiva e sicurezza dell’approvvigionamento, elementi critici per i settori trasporto e mobilità. Per tutelare la competitività europea propone una strategia a due binari: rendere la transizione sostenibile per le imprese ed ampliare sbocchi commerciali. In quest’ottica l’Italia ha appoggiato la chiusura dell’intesa con il Mercosur, che secondo il ministro dovrebbe entrare in vigore quanto prima per diversificare i mercati e stabilizzare catene del valore. 

Sulla politica industriale ha criticato misure europee ritenute punitive —come le sanzioni elevate legate agli obiettivi di vendita fra veicoli tradizionali ed a basse emissioni— che, se non mitigate, avrebbero potuto indurre le aziende a pagare multe salate o a comprare crediti di CO2 da attori esterni (costruttori extra‑Ue), con il rischio di compromettere l’intero comparto auto europeo. L’appello finale è per interventi più calibrati che preservino posti di lavoro, capacità produttiva ed autonomia tecnologica.

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