Press
Agency

Dal trasporto air cargo il test di un caos logistico globale

Federlogistica: solo in fase embrionale conseguenze guerra in Iran

È paradossale. Ma l’importanza della logistica viene scoperta persino da gran parte delle industrie che quotidianamente la utilizzano e che dovrebbero sapere trattarsi di una componente essenziale dei costi dei loro prodotti finiti, solo sulle ali di un’emergenza e, come nel caso specifico, di un conflitto bellico.

Secondo Davide Falteri, presidente di Federlogistica, a causa dei riflettori puntati sullo stretto di Hormuz e sulle oltre mille navi ferme in attesa di poter transitare dal Golfo Persico all’Oceano Indiano, l’attenzione si è concentrata sui traffici marittimi, sull’incremento record dei premi rischio guerra e sul blocco dei porti, ma l’esempio calzante di ciò che potrebbe accadere, se la guerra si prolungasse, è fornito dal settore aereo ed in particolare dalla logistica connessa con l’air cargo.

Il blocco dei voli su hub strategici come Dubai e Doha ha impattato in modo devastante sul settore della moda e del tessile, nonché con aerei cargo che per connettere l’Europa all’Estremo Oriente sono costretti ad imboccare uno stretto canale al di sopra del Mar Caspio, tenendosi lontani anche da Afganistan e Pakistan, al fine di evitare “la contraerea” del conflitto russo-ucraino e di quello iraniano, si è creato un congestionamento drammatico di prodotti deperibili (in particolare farmaceutici ed agroalimentari) negli aeroporti hub del Golfo e la capacità globale degli aerei cargo è diminuita repentinamente del 18% e sulla direttrice Asia-Medio Oriente-Europa di ben il 40%.

“Tutto ora è legato al fattore tempo –sottolinea– se il conflitto in Iran si risolverà nel giro di un paio di settimane, sia il congestionamento di merci sia l’escalation dei prezzi (per gli esportatori le consegne aeree in Medio Oriente hanno visto le tariffe balzare del 53% in una settimana) potranno essere contenuti. In caso contrario la logistica il cui valore nel solo Golfo Persico è stimato in 115 miliardi di dollari, dovrà subire una rivoluzione che interesserà e peserà su tutti i principali settori. Dal trasporto aereo a quello marittimo, impattando sui traffici di idrocarburi, di container, di fertilizzanti (dal Golfo viene esportato un quantitativo pari al 5% del mercato mondiale), di elettronica, tessile moda. E ad oggi, a scanso della fioritura di esperti in geopolitica e geoeconomia, non esiste nessuno in grado di formulare previsioni attendibili”.

Suggerite

Scornajenchi: stoccaggi gas strategici per l’inverno europeo

Snam richiama un approccio coordinato oltre le sole logiche di mercato

La sicurezza degli approvvigionamenti europei non può essere lasciata esclusivamente alle dinamiche di mercato, secondo l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi. Intervenendo a margine de... segue

Maha in produzione: nuovo gas offshore per l’Indonesia

Il progetto accelera il South Hub di Kutei e rafforza i flussi verso Bontang

Con l’entrata in esercizio del giacimento Maha, la capacità del sistema produttivo imperniato sulla Floating Production Unit Jangkrik raggiunge un plateau di 750 milioni di piedi cubi standard al giorno, eq... segue

Decreto Bollette, Bruxelles dà il via libera

Meloni: misure per attenuare l’impatto del gas su famiglie ed imprese

Il via libera della Commissione europea al decreto Bollette è il risultato di un confronto durato diversi mesi e, secondo il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mette a disposizione uno strumento... segue