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Sospetti di manipolazione in gara Rfi da 400 milioni

Perquisizioni informatiche ed acquisizione documentale su presunti favori e scorte anticipate

Una gara da 400 milioni bandita da Rete ferroviaria italiana (Rfi) è finita nel mirino della Procura di Roma: nel fascicolo che ha portato a perquisizioni si ipotizza che la concorrenza sia stata compromessa già prima della pubblicazione ufficiale del bando (CIG B15A63EBFD, pubblicato il 19 aprile 2024). 

L’accusa contestata dagli inquirenti è che una bozza del capitolato tecnico sia circolata in anticipo a soggetti esterni, consentendo a imprese interessate di adeguare offerta ed approvvigionamento alle specifiche prima che la procedura diventasse pubblica. 

Secondo il decreto, la bozza non sarebbe servita solo a prendere visione del contenuto, ma anche a proporre integrazioni volte a rendere i requisiti più congeniali ad un gruppo selezionato di operatori. Un ulteriore elemento sensibile riguarda la conoscenza preventiva della tipologia di prodotto richiesta: chi disponeva dell’informazione avrebbe potuto assicurarsi scorte e accordi commerciali prima degli altri concorrenti, riducendo la libertà di mercato. 

La documentazione descrive inoltre pianificazioni che includerebbero la prefigurazione di un raggruppamento temporaneo d’impresa con quote e margini già definiti, circostanza che, se provata, configurerebbe una compressione della competizione a monte. 

La vicenda Rfi è collegata ad un’inchiesta più ampia —26 indagati— che ipotizza l’uso di canali informali, mediatori e presunti fondi neri per orientare commesse nel settore tecnologico e digitale. Per chiarire questi rilievi la Procura ha autorizzato perquisizioni personali, locali ed informatiche, acquisizione di documenti contabili e commerciali, sequestri di device e spazi cloud ed analisi forensi sui materiali digitali relative al periodo 2022–data esecuzione, con ricerca per parole-chiave come “Ferrovie”, “Rfi”, “gara”, “bando”, “Bisi” e “Barrile”. 

Restano in primo piano i principi di trasparenza e parità d’accesso: si tratta di accuse da verificare nel contraddittorio processuale, ma la posta in gioco coinvolge la credibilità delle procedure di approvvigionamento per infrastrutture critiche.

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