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Traffico internazionale di stupefacenti: sequestrata cocaina al porto di La Spezia

Peso di oltre 65 chili, suddiviso in 56 panetti

Il personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli ed i militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di La Spezia, nell’ambito della costante analisi dei rischi sulle rotte mercantili del porto cittadino, hanno individuato e sottoposto a sequestro un carico di cocaina purissima, del peso di oltre 65 chili. Lo stupefacente, suddiviso in 56 panetti, era occultato all’interno di un container che trasportava ufficialmente articoli di mobilio ed arredi per la casa in legno pregiato.

Al momento del controllo, il personale Adm ed i finanzieri del Gruppo La Spezia si sono insospettiti, sia per la provenienza del carico, sia per il fatto che l’indirizzo di destinazione finale, fuori dal territorio spezzino, non avesse alcuna attinenza con la tipologia di merce dichiarata all’importazione.

A seguito di una preventiva analisi a mezzo scanner, che dava esito negativo, gli operanti procedevano comunque a una accurata ricognizione fisica del container, anche con l’ausilio di un’unità cinofila in forza al reparto del Corpo. L’ispezione ha permesso di scorgere, sul fondo di una cassettiera in legno, una struttura in ferro anomala rispetto alla fattura del mobile.

Lo smontaggio del manufatto ha rivelato la presenza di due contenitori sigillati in ferro e rivestiti in piombo che, una volta tagliati con una smerigliatrice angolare, hanno permesso il rinvenimento di 56 panetti di cocaina, immersi in una polvere speziata.

Si tratta di due accorgimenti solitamente adottati dai trafficanti per eludere i controlli: la schermatura in piombo è finalizzata ad occultare il carico agli scanner, mentre l'utilizzo della polvere è volto a neutralizzare il fiuto dei cani antidroga.

Lo stupefacente rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, e messo a disposizione della Procura della Repubblica di La Spezia, per la prosecuzione delle indagini finalizzate all’individuazione dei responsabili.

L’attività è frutto della collaborazione tra Adm e Guardia di Finanza, sancita dal protocollo d’intesa siglato a livello centrale fra le due Istituzioni e finalizzato, tra l’altro, anche al contrasto dell’introduzione nello Stato di sostanze stupefacenti e psicotrope.

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