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Aumento carburanti spinge le compagnie verso rotte mediterranee

Pressione sui prezzi e rimodulazione degli scali: Ancona ed altri porti come hub strategici

L’aumento del prezzo del carburante sta già incidendo in modo rilevante sui costi operativi delle compagnie di navigazione e, se il conflitto in corso non dovesse risolversi a breve, nei prossimi mesi sarà inevitabile un ripensamento di rotte e tariffe. Lo ha dichiarato Andrea Morandi, agente per Superfast in Italia, durante un confronto con i giornalisti a bordo della "Msc Aurelia", in occasione del convegno "Evoluzioni normative sulle attività subacquee ed impatti sulla subacquea scientifica" al porto di Ancona. Inoltre ha spiegato che le prenotazioni continuano ad arrivare, ma le tensioni che coinvolgono il Golfo Persico —e la conseguente difficoltà a servire destinazioni più lontane come la Thailandia tramite scali come Dubai— stanno determinando un riallineamento della domanda verso rotte più brevi. In pratica, si osserva una preferenza per itinerari nel bacino del Mediterraneo: Grecia e Spagna risultano attualmente più richieste, sia per ridurre i tempi di traversata sia per contenere l’incidenza del prezzo del combustibile sul costo finale del viaggio.

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