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Portualità turistica: a Marina Uno la sostenibilità diventa industria

La seconda tappa dei Blue Marina Awards 2026 ridisegna il ruolo dei marina in Italia

Gli operatori del settore e le istituzioni si sono riuniti a Marina Uno, in Friuli Venezia Giulia, per la seconda tappa dei Blue Marina Awards 2026, l'iniziativa che ridefinisce la portualità turistica italiana trasformando la sostenibilità da elemento reputazionale a asset industriale. Sostenuto da Assonat-Confcommercio, l'evento ha sancito il superamento degli slogan generici a favore di una governance portuale basata su dati, pianificazione e investimenti misurabili. Lo scalo turistico evolve così da semplice ormeggio a piattaforma territoriale strategica in cui convergono energia, ospitalità, ambiente e mobilità protetta.

Il dibattito ha messo al centro la transizione energetica, che l'ideatore del premio Walter Vassallo e l'assessore regionale Sergio Emidio Bini invitano a progettare in modo integrato. Il Friuli Venezia Giulia, leader nazionale con oltre 15.000 posti barca e 2.000 addetti nella filiera, si conferma pioniere normativo. La sfida logistica non si risolve installando singole colonnine di ricarica, ma stimando i consumi futuri e adeguando le reti per la nautica elettrica. Anche l'accoglienza si apre al territorio: come evidenziato da Giorgio Ardito (Consorzio Marine Lignano), il porto diventa un hub aperto che genera valore per l'economia locale, la ristorazione e i trasporti costieri.

La discontinuità metodologica dei Blue Marina Awards trova conferma nell'applicazione di criteri oggettivi e del BESI (BMA Event Sustainability Index), l'indicatore che misura l'impronta di CO₂ e l'efficienza ambientale degli eventi della Blue Economy. I risultati performanti registrati in questa tappa dimostrano come la gestione dei rifiuti e la tutela delle acque debbano far parte di un sistema integrato e documentabile. Come concluso dal vicepresidente Assonat Bruno Santori, per rimanere competitivi sul mercato globale i marina non possono più affidarsi a iniziative isolate, ma a una solida cultura gestionale e a reti territoriali interconnesse.

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