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Elettricità Futura, sfida aperta per la successione di Armani

Mazzoncini ed Argirò in corsa per la guida dell’associazione elettrica

La partita per la guida di Elettricità Futura si sta concentrando attorno a due figure: Renato Mazzoncini, ceo della multiutility lombarda A2A, e Giuseppe Argirò, amministratore delegato di Compagnia Valdostana delle Acque (Cva). Il percorso che porterà alla scelta del successore di Gianni Vittorio Armani è ormai entrato nella fase operativa per la principale associazione della filiera elettrica italiana, aderente al sistema Confindustria e rappresentativa di oltre il 70% del mercato elettrico.

Secondo quanto risulta a "MF-Milano Finanza", nelle prossime ore verranno inviate le lettere per individuare i cinque saggi chiamati a raccogliere le indicazioni delle imprese associate. Saranno loro a misurare gli orientamenti del settore ed a verificare quale profilo possa rispondere meglio ad un perimetro che comprende grandi operatori e realtà più piccole, oltre al nodo del mix delle fonti energetiche ed al ritorno al nucleare attraverso mini-centrali, tema particolarmente caro alla confederazione madre guidata da Emanuele Orsini.

La successione è stata avviata non per una decadenza del mandato, che altrimenti sarebbe scaduto nel 2029, ma per ragioni di impegni. Armani, eletto a dicembre 2024, è stato infatti designato a fine aprile come nuovo ceo di Endesa, la grande controllata spagnola del gruppo elettrico guidato da Flavio Cattaneo. Non essendo tenuto a dimettersi, dato che Endesa rientra nel perimetro di Enel nonostante la sua sede estera, si è comunque reso necessario aprire la ricerca di un nuovo presidente.

Nel confronto interno, i nomi di Mazzoncini ed Argirò sono quelli che circolano con maggiore insistenza e che, al momento, appaiono essersi effettivamente candidati. Entrambi siedono già nella squadra degli otto vicepresidenti di Armani. Il profilo di Mazzoncini viene indicato da più parti come il più solido per esperienza e il più gradito nel complesso, anche se una parte degli associati osserva che, essendo alla guida di una società partecipata dal centrosinistra, il ceo di A2A potrebbe non risultare in piena sintonia con l’esecutivo Meloni.

Su Argirò, invece, pesa un elemento diverso: è considerato molto vicino ad Orsini, pur in un contesto in cui Elettricità Futura ha spesso assunto posizioni di confronto con la confederazione, come avvenuto ad inizio anno sul decreto bollette. Gli equilibri finali dipenderanno anche dall’orientamento che prenderà Cattaneo, che per ora non è definito. Secondo alcuni operatori di Ef, il ceo di Enel potrebbe anche scegliere di non prendere posizione.

La procedura dovrebbe chiudersi tra fine mese ed inizio luglio, anche se non viene escluso uno slittamento. L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare ad una linea condivisa e ad una soluzione unitaria; se su nessuno dei due principali candidati dovesse emergere un consenso robusto, potrebbe perfino affacciarsi un terzo nome.

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