Al "Luiss Diplomatic and Security Forum", "Diplosec 2026", il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una rete di trasporti capace di saldare i porti italiani al loro retroterra, così da produrre effetti positivi anche per le aree interne. "Un porto non può essere isolato dal contesto nel quale si trova", ha affermato il ministro, insistendo sul fatto che lo scalo marittimo deve poter contare su collegamenti terrestri efficaci.
Nel suo intervento ha spiegato che non basta l’infrastruttura portuale se manca una vera intermodalità, cioè un sistema in grado di mettere in relazione nave, ferrovia ed altri nodi della mobilità. "Servono collegamenti con l'entroterra, serve una intermodalità in forza della quale le aree interne possono trarre beneficio dall'effetto traino dei porti", ha dichiarato, sottolineando che lo sviluppo dello scalo deve essere letto insieme a quello del territorio circostante.
Per rendere concreto il problema, il ministro ha richiamato il caso di Taranto e Matera. "Se una comitiva di turisti sbarca a Taranto vedrà quello che offre Taranto, ma se volesse andare a Matera da Taranto non potrà farlo perché non c'è neanche un treno, non c'è neanche la stazione a Matera", ha osservato. Secondo quanto affermato da Musumeci, il Governo sta lavorando "con tutti i soggetti pubblici e privati ad una strategia che consenta all'Italia di diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo".