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Cambridge, scandalo ciclabili: flussi gonfiati per giustificare la svolta anti-auto

Fondi pubblici usati per mettere a tacere l'opposizione dei college

Una serie di documenti riservati, ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti a Cambridge, ha rivelato in questi giorni che la prima "strada ciclabile" d'Inghilterra viene regolarmente utilizzata solo dalla metà dei ciclisti stimati dall'amministrazione locale. La Greater Cambridge Partnership (GCP), promotrice della trasformazione di Adams Road, aveva giustificato la spesa di 2,4 milioni di sterline sostenendo che la via fosse già percorsa quotidianamente da oltre tremila biciclette, una cifra smentita dai successivi monitoraggi.

I conteggi manuali eseguiti dagli stessi ingegneri della GCP hanno registrato poco più di 1.500 transiti giornalieri. Secondo le opposizioni, l'ente pubblico avrebbe utilizzato i dati gonfiati di un sensore posizionato su un incrocio differente per legittimare un intervento stradale invasivo. La riqualificazione ha comportato il restringimento della carreggiata, l'innalzamento dei passaggi pedonali e l'eliminazione dei parcheggi per i residenti, scatenando dure polemiche sulla mobilità urbana, ritenuta penalizzante per gli automobilisti a fronte di un tasso di incidentalità pregresso quasi nullo.

La documentazione svela inoltre un risvolto economico controverso legato alla pianificazione della nuova linea di autobus rapidi denominata "C2C". La GCP avrebbe versato circa 158.000 sterline di fondi pubblici al Clare Hall College per coprire le sue spese legali, ottenendo in cambio il ritiro delle obiezioni formali e una clausola di riservatezza sul progetto. Nel frattempo, l’intera rete viaria di Cambridge vive forti tensioni a causa delle politiche di limitazione del traffico: un simile varco elettronico installato a Mill Road ha recentemente generato oltre un milione di sterline in sanzioni nel suo primo anno di esercizio, sollevando lo scontento delle attività commerciali penalizzate dalle deviazioni dei flussi logistici cittadini.

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