Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha illustrato sabato scorso a Cefalù, in provincia di Palermo, le nuove linee strategiche del governo italiano per favorire la transizione ecologica dei trasporti commerciali, indicando nelle rotte marittime l'alternativa più economica e meno inquinante rispetto alla movimentazione delle merci su strada o su rotaia. L'intervento, avvenuto nel corso della rassegna culturale e istituzionale denominata "Parliamo di mare", ha messo al centro del dibattito la centralità del bacino del Mediterraneo per lo sviluppo economico della Sicilia e dell'intera nazione.
La necessità di potenziare il sistema portuale nasce dalle attuali dinamiche del commercio globale, in cui circa l’ottanta per cento delle merci complessive viaggia già a bordo delle grandi navi cargo. Il trasporto marittimo di ultima generazione garantisce una netta riduzione dell’impronta di carbonio per tonnellata movimentata, ponendosi come pilastro fondamentale per gli obiettivi europei di decarbonizzazione della logistica. Gli investimenti infrastrutturali previsti per i prossimi anni mirano a trasformare i porti del Mezzogiorno in veri e propri hub logistici integrati, capaci di sottrarre flussi pesanti alla rete autostradale satura.
Il ruolo del mare non si limita tuttavia al solo transito delle navi mercantili, ma rappresenta la spina dorsale delle telecomunicazioni e dell'approvvigionamento energetico internazionale. Oltre il novantacinque per cento dei dati globali transita infatti attraverso le dorsali di cavi sottomarini in fibra ottica adagiati sui fondali, mentre i gasdotti sommersi uniscono le sponde del Mediterraneo assicurando l'autonomia energetica. Valorizzare questa risorsa naturale, senza inseguire soluzioni artificiali, permetterà all'Italia di consolidare la propria posizione di piattaforma logistica naturale al centro delle rotte commerciali mondiali.