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Bufera Atm: Sala chiede pugno di ferro contro le chat sessiste

Il sindaco di Milano decreta: «Chi ha sbagliato non deve nuocere più»

Oggi a Milano, a margine dei premi in memoria di Giorgio Ambrosoli, il sindaco Giuseppe Sala ha chiesto ufficialmente ai vertici di Atm di fare piena luce e adottare provvedimenti durissimi contro i dipendenti coinvolti nello scandalo delle chat a sfondo sessista. Questa forte presa di posizione mira a sradicare comportamenti tossici e intollerabili, garantendo la sicurezza e la dignità di tutte le lavoratrici.

La vicenda, emersa dopo le denunce di alcune sigle sindacali, ruota attorno a un gruppo di messaggistica istantanea utilizzato da autisti e controllori della municipalizzata. In questo spazio virtuale venivano condivisi insulti, frasi volgari e persino fotografie rubate a colleghe e passeggere. Un comportamento grave che ha violato i codici etici aziendali, sollevando un forte sdegno nella giunta comunale e tra i cittadini. 

Di fronte alla gravità delle accuse, Sala ha esortato la dirigenza a non concedere sconti. Il sindaco ha chiarito che, se verranno ravvisati profili di reato, le sanzioni dovranno essere definitive ed escludere qualsiasi reintegro che rimetta i responsabili in condizione di colpire ancora. La linea della fermezza assoluta è considerata la sola risposta possibile per salvaguardare la credibilità del servizio e del personale.

Per una realtà complessa come Atm, questa crisi rappresenta un danno reputazionale notevole, proprio mentre si tenta di incentivare la presenza femminile nel settore della mobilità. Le conducenti donne sono in costante aumento e la creazione di un ambiente lavorativo sano è un requisito fondamentale per il futuro del comparto. Le prossime ore saranno quindi decisive per conoscere la fine della rigorosa istruttoria interna avviata dalla dirigenza, attesa ormai a provvedimenti esemplari per tutelare i dipendenti e gli utenti.

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