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Accordo Usa-Iran: crolla il gas e si sblocca lo Stretto di Hormuz

L'intesa provvisoria fa precipitare il Ttf ad Amsterdam del 9,5% a 42,3 euro

Nel pomeriggio del 15 giugno 2026, lo scacchiere geopolitico mondiale ha registrato una svolta cruciale grazie all'accordo provvisorio siglato tra Stati Uniti e Iran, finalizzato alla riapertura immediata dello Stretto di Hormuz. Questa intesa strategica ha innescato un crollo immediato del prezzo del gas in Europa, superando di gran lunga le flessioni registrate dalle quotazioni del greggio. Sulla piazza di Amsterdam, il mercato del Ttf ha chiuso la sessione in picchiata, segnando una flessione del 9,5% a quota 42,3 euro al megawattora.

La distensione tra Washington e Teheran disinnesca una crisi che da mesi paralizzava i flussi di idrocarburi nel Golfo Persico. Lo Stretto di Hormuz rappresenta una rotta marittima vitale, attraverso la quale transita circa un quinto delle forniture globali di gas naturale liquefatto (Gnl). Il blocco navale e lo spettro dei raid aerei avevano spinto i costi dei noli e delle assicurazioni a livelli record, costringendo i vettori a circumnavigare l'Africa con pesanti ripercussioni sulla catena logistica e sui costi industriali.

I riflessi di questo allentamento delle tensioni si faranno sentire rapidamente anche sulla mobilità e sulle tasche dei consumatori. Secondo le stime diffuse da Unimpresa, lo sblocco energetico potrebbe garantire un risparmio fino a 212 euro annui sulle bollette delle famiglie italiane, attenuando la spinta inflazionistica e riducendo l'impatto negativo sul Pil nazionale.

Rimangono tuttavia alcuni nodi tecnici da sciogliere nei prossimi 60 giorni di negoziati, a partire dalle richieste iraniane di riscuotere tariffe di transito. Ciononostante, i mercati finanziari hanno scelto la via dell'ottimismo, regalando una boccata d'ossigeno al comparto dei trasporti e dell'approvvigionamento energetico europeo in vista dei riempimenti degli stoccaggi

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