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Avs contro i rincari del Tpl toscano: servono più risorse

E chiede più fondi e sconti per tutelare famiglie e pendolari

La prospettiva di nuovi rincari sul Trasporto pubblico locale in Toscana ha acceso il confronto politico attorno alla tenuta del servizio e all’impatto sulle famiglie. Al termine dell’incontro di oggi con il presidente Giani, i consiglieri regionali di Avs Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti che gli aumenti potrebbero produrre su una comunità già alle prese con la crescita del costo della vita.

"Il tema degli aumenti delle tariffe per il trasporto pubblico locale è stato al centro dell'incontro di oggi con il presidente Giani. Pur comprendendo il quadro molto difficile nel quale ci muoviamo siamo tuttavia preoccupati per gli effetti che gli aumenti avranno sulla comunità toscana, in un contesto già segnato da una crescente crisi del costo della vita e a fronte di un servizio su gomma che continua a presentare criticità irrisolte", hanno dichiarato in una nota.

Nel loro ragionamento, i rappresentanti di Avs richiamano anche le cause strutturali della situazione attuale. "Siamo consapevoli dell'impatto dell'inflazione e del rincaro dei costi energetici e dei carburanti -proseguono in una nota- ma non possiamo ignorare le radici strutturali di questa situazione: il contratto di servizio con Autolinee Toscane, bloccato ancora per i prossimi cinque anni, è il frutto di una scelta politica sbagliata presa in passato, che ha spinto verso la privatizzazione di un servizio pubblico essenziale dismettendo aziende provinciali che, in molti casi, erano in attivo e garantivano standard qualitativi superiori. L'attuale gestione del servizio rende oggi estremamente complesso esercitare un controllo pubblico reale sulla qualità del servizio stesso e sulla sostenibilità degli aumenti richiesti, con ricadute negative sia sull'utenza che sulle condizioni di lavoro del personale".

Durante il confronto, il gruppo ha rivolto alla Giunta regionale una richiesta precisa: compiere ogni sforzo possibile per reperire ulteriori risorse nel bilancio. Al tempo stesso, chiede di verificare con rigore la corrispondenza tra le richieste di aumento e i termini contrattuali. L’indicazione politica è quella di contenere il più possibile i rincari, con particolare attenzione agli abbonamenti ed alle fasce Isee più basse.

Per Falchi, Fallani e Ghimenti, l’ipotesi di alzare i costi in una fase delicata per l’economia domestica rischia di allontanare proprio quella quota di utenza che dovrebbe essere invece sostenuta. "Aumentare i costi in una fase di seria difficoltà economica per migliaia di famiglie significa disincentivare l'uso del mezzo pubblico, rischiando di innescare un circolo vizioso che porti in direzione diversa rispetto ad una politica virtuosa di mobilità sostenibile. Il trasporto pubblico deve essere il pilastro del diritto alla mobilità per lavoratori e studenti, non un peso economico aggiuntivo che scoraggia la transizione ecologica incidendo fortemente sui bilanci familiari", hanno concluso.

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