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Russia a secco: quindici regioni impongono il razionamento del carburante

Da Mosca alla Crimea scatta il blocco delle pompe di benzina

In queste ore, almeno quindici regioni della Federazione Russa hanno imposto severe restrizioni alla vendita di carburante a causa di una profonda crisi petrolifera interna innescata dalla carenza di benzina e gasolio nel Paese. Il blocco della fornitura, originato dai recenti e sistematici attacchi con droni da parte delle forze armate ucraine contro i principali impianti di raffinazione, sta paralizzando la rete dei trasporti eurasiatica. Le autorità locali si sono viste costrette a limitare l'erogazione per evitare il collasso totale delle infrastrutture logistiche e scongiurare un'ingestibile ondata di panico tra gli automobilisti.

La crisi ha colpito persino il distretto autonomo di Khanty-Mansi, cuore pulsante della produzione estrattiva nazionale da cui dipende quasi la metà del greggio russo, dove i colossi Gazpromneft e Lukoil consentono rifornimenti minimi a persona. Il divieto di riempire taniche e i tetti massimi ai serbatoi si sono estesi rapidamente lungo i territori di confine e nelle aree siberiane, nel tentativo governativo di frenare un accaparramento di massa. Alcuni governatori locali hanno provato inizialmente a denunciare i danni subiti dalle infrastrutture energetiche sui canali social, salvo poi censurare le proprie dichiarazioni per allinearsi alla narrativa ufficiale del Cremlino.

Nel frattempo, la pressione sul comparto della mobilità interna ha raggiunto livelli critici in diverse aree strategiche, spingendo le amministrazioni regionali a esortare i cittadini a ridurre drasticamente gli spostamenti privati non essenziali. Lo scenario peggiore si registra nella penisola di Crimea, dove la circolazione stradale è di fatto compromessa a seguito del bombardamento ravvicinato a un fondamentale snodo logistico nello stretto di Kerch. Nonostante la paralisi stradale, i vertici governativi continuano a definire la situazione complessa ma pienamente monitorata, mentre il paese sperimenta la fragilità delle proprie linee di approvvigionamento.

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