Press
Agency

L'ombra di El Niño sulla logistica mondiale: trasporti a rischio nel 2026

Il ritorno dell'anomalia climatica minaccia i canali di Panama e del Reno

A partire da giugno 2026, il rapido sviluppo del fenomeno meteorologico El Niño nel Pacifico equatoriale sta minacciando la stabilità della logistica e del trasporto merci su scala planetaria, proprio mentre il settore si trova a fare i conti con le pesanti ripercussioni geopolitiche del blocco nello Stretto di Hormuz. I più avanzati modelli climatologici mondiali della Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno confermato che il sistema ha ormai superato la fase neutrale, registrando temperature oceaniche sottomarine superiori di ben 6 °C rispetto alle medie storiche. Questa accelerazione repentina minaccia di innescare una pesante congestione nei principali hub portuali e lungo le rotte fluviali e marittime internazionali, costringendo le autorità competenti a varare urgenti misure di contenimento.  

L’infrastruttura più esposta a questa violenta ondata di siccità è il Canale di Panama, dove l'amministrazione locale ha già annunciato che dal mese di luglio 2026 il pescaggio massimo consentito per i giganti del mare Neopanamax scenderà da 15,24 a 15,09 metri. Il provvedimento penalizza le grandi portacontainer da 13mila a 15mila teu dirette verso gli Stati Uniti, allungando i tempi d'attesa oltre i 10 giorni a causa del ridotto livello dei laghi interni. In Europa lo scenario non è migliore, poiché le simulazioni sul fiume Reno indicano il concreto rischio che l'idrometro di Kaub scenda sotto i 75 centimetri durante l'estate, riducendo al 25% la capacità di carico delle chiatte commerciali e facendo decuplicare le tariffe di nolo.  

Parallelamente, il cedimento delle cupole di calore sull’Europa meridionale esporrà l'Italia settentrionale e la regione balcanica a violenti nubifragi e colate di fango distruttive, con il serio rischio di interrompere i corridoi ferroviari e stradali dedicati alle merci. Per evitare paralisi produttive ed esorbitanti costi spot prima del picco termico previsto tra novembre 2026 e gennaio 2027, le aziende della fornitura globale dovranno mappare accuratamente la filiera, accumulare scorte preventive e diversificare le rotte affidandosi a polizze assicurative parametriche.  

Suggerite

Presidente Assoporti, Petri, in visita ad Ancona

Lo sviluppo dello scalo al centro dell'incontro

Un incontro per illustrare sul campo progetti ed obiettivi per lo sviluppo del porto di Ancona. Il presidente Mirco Carloni ha accolto questa mattina nella sede di Molo Santa Maria il presidente di Assoporti,... segue

Terna e la serata di gala RFK: fra beneficenza istituzionale e responsabilità verso i cittadini

Beneficenza aziendale: ecco come si spendono i soldi dei contribuenti?

La presenza dei vertici di Terna alla cena di gala organizzata dalla Robert F. Kennedy Human Rights Italia – il celebre appuntamento degli Hope Awards dedicato alla raccolta fondi per la difesa dei diritti u... segue

Allarmi-bomba, Fiavet: sicurezza aeroportuale resta solida

Controlli preventivi ed assistenza tutelano la continuità dei viaggi

La serie di allarmi-bomba che ieri ha interessato diversi collegamenti aerei europei ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza aeroportuale, pur senza fermare la propensione a viaggiare. Per Gian Mario P... segue