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Terremoto in Bosch: si dimette a sorpresa il ceo Stefan Hartung

Il numero uno lascia la guida del colosso tedesco, subentra una nota coppia nel mondo automotive

Un fulmine a ciel sereno scuote il vertice di Robert Bosch: il presidente e amministratore delegato Stefan Hartung ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni, che diventeranno effettive il prossimo trenta giugno per permettergli di dedicarsi a nuovi progetti personali. La decisione, formalizzata a Stoccarda in pieno accordo con l'azionariato del gruppo tedesco della tecnologia e della componentistica, apre una nuova fase per la governance della multinazionale. Al fine di garantire la massima continuità aziendale in un momento di profonda trasformazione industriale, dal primo luglio il direttore finanziario Markus Forschner e il responsabile della divisione mobilità Markus Heyn assumeranno congiuntamente la carica di co-vice amministratori delegati.

Il top manager cinquantottenne, al vertice del gruppo dall'inizio del 2022 ma nel consiglio di amministrazione già da oltre un decennio, ha affidato ai propri canali social una riflessione sulla scelta intrapresa. Hartung ha spiegato come la risoluzione di abbandonare la multinazionale sia maturata dopo una profonda analisi personale e professionale, ritenendo l'attuale momento storico ideale grazie al consolidamento finanziario e al raggiungimento di obiettivi industriali cruciali. Nel suo futuro immediato non figurano altri incarichi nel settore dell'automotive concorrenziale, bensì il desiderio di dedicarsi a iniziative filantropiche, al sociale e a nuovi progetti imprenditoriali autonomi.

L'avvicendamento avviene in un periodo delicato per il comparto manifatturiero europeo, segnato dalla profonda riorganizzazione delle fabbriche e da un piano di contenimento dei costi che per Bosch prevede il taglio di migliaia di posti di lavoro nei settori dei semiconduttori e dello sviluppo software. La nuova governance duale dovrà quindi traghettare l'azienda attraverso la complessa transizione ecologica e digitale dell'automotive, facendo leva sull'esperienza ultraventennale di Forschner nell'ottimizzazione dei bilanci e sulle competenze strategiche di Heyn nella divisione dei sistemi di propulsione e guida autonoma.

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