A Milano, Maurizio Russo è stato riconfermato alla guida di ANIE Energia per il biennio 2026-2028, assumendo l'incarico con la chiara missione di traghettare il settore elettromeccanico italiano oltre le scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La nomina, giunta in un momento cruciale per l'economia europea, risponde all'urgente necessità di consolidare la competitività industriale nazionale e spingere l'acceleratore sulle transizioni ecologica e digitale, affrontando ostacoli strutturali come la carenza di competenze qualificate.
L'ingegnere elettrotecnico, formatosi al Politecnico di Milano e con un solido background maturato prima in IBM e successivamente, per oltre quarant'anni, ai vertici di Electro Adda, si prepara a un mandato orientato all'azione. La sua presidenza punta a trasformare l'associazione in un ecosistema propulsivo, capace di armonizzare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale ed efficienza produttiva. Russo ha infatti evidenziato come le tecnologie rappresentate da ANIE costituiscano l'ossatura abilitante dell'intero tessuto economico.
In uno scenario dove ben il settantacinque percento delle imprese rinnova l'allarme costante sull'incertezza normativa, l'associazione intensificherà il dialogo con le istituzioni per garantire un quadro regolatorio stabile. Tale stabilità risulta imprescindibile per attrarre capitali privati e sbloccare lo sviluppo di reti elettriche intelligenti, pronte a gestire i picchi di domanda e l'integrazione massiccia delle fonti rinnovabili.
Un altro tassello cruciale riguarderà la promozione dei sistemi di accumulo distribuito, sia industriali che residenziali, fondamentali per assicurare flessibilità al comparto energetico. La strategia delineata dal presidente prevede un'attenzione mirata verso le piccole e medie imprese, vere protagoniste della supply chain nazionale, spesso disorientate dalle turbolenze geopolitiche.
Affiancato dai vicepresidenti Paolo Perani, Alessandro Miotti e Raffaello Teani, Russo intende valorizzare l'elettrificazione dei trasporti, dell'edilizia e dell'industria. L'obiettivo ultimo è plasmare un'infrastruttura resiliente, in cui l'innovazione non sia un semplice adeguamento tecnologico, ma la leva strategica per il rilancio definitivo del nostro intero Paese sul grande palcoscenico globale contemporaneo.