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Dunkerque amplia il porto: al via il cantiere del secondo terminal container

Investimento da trecento milioni di euro per accogliere i giganti del mare e raddoppiare i traffici

Il Grand Port Maritime de Dunkerque ha ufficialmente aperto, tra la fine di giugno e l'inizio di luglio 2026, il cantiere per la costruzione del nuovo molo in acque profonde nel bacino Atlantique, un'opera strategica concepita per raddoppiare la capacità logistica dello scalo francese e raggiungere la quota record di due milioni di teu a pieno regime. L'infrastruttura, inserita nell'ambizioso programma di sviluppo industriale denominato Cap 2020, consentirà al porto di accogliere simultaneamente due navi portacontainer ultralarghe di ultima generazione, grazie a una banchina lunga milleduecento metri e profonda oltre diciassette metri, consolidando il suo ruolo di hub merci alternativo ai colossi del Nord Europa come Rotterdam e Anversa.

I lavori civili, affidati a un consorzio di imprese guidato da Spie Batignolles insieme a Ramery e Fayat, avranno una durata complessiva di circa trentadue mesi e richiederanno imponenti interventi ingegneristici, tra cui perforazioni strutturali profonde quarantacinque metri e l'impiego di oltre centomila metri cubi di calcestruzzo. L'investimento totale supera i trecento milioni di euro, sostenuto da consistenti aiuti di Stato francesi precedentemente autorizzati da Bruxelles. Il completamento dell'opera, previsto per il 2029, prevede anche importanti dragaggi e l'installazione di gru a impatto zero per la movimentazione rapida dei carichi.

La crescita del porto, che nell'ultimo anno ha superato le quarantotto milioni di tonnellate complessive di merci, è guidata dalla compagnia armatoriale Cma Cgm e dalle storiche linee ro-ro della compagnia Dfds, vettori marittimi che garantiscono un collegamento diretto ed efficiente con lo scalo irlandese di Rosslare, una rotta cruciale nata per bypassare i controlli doganali post-Brexit. Oltre ad ampliare la capacità dei container, il management portuale punta alla progressiva decarbonizzazione delle banchine, integrando la logistica verde con ambiziosi progetti di transizione energetica locali e stringenti monitoraggi ambientali sulle emissioni dei cantieri per ridurre drasticamente l'impronta carbonica dell'intero distretto industriale francese.

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