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La rivoluzione della RC monopattini rischia di frenare la mobilità sostenibile

I costi assicurativi sproporzionati minacciano il futuro della micro-mobility

A partire da giovedì 16 luglio 2026, entra ufficialmente in vigore in tutta Italia il nuovo obbligo di copertura assicurativa per tutti i monopattini elettrici in circolazione, un provvedimento introdotto per innalzare la sicurezza stradale che sta tuttavia scatenando forti polemiche per il drastico rincaro dei costi di gestione delle flotte. Se per i proprietari privati la spesa si preannuncia contenuta, per gli operatori della mobilità condivisa questo impatto economico rischia di essere purtroppo dirompente, minacciando la sopravvivenza stessa di un servizio fondamentale per decongestionare il traffico cittadino e ridurre sensibilmente le emissioni nocive inquinanti dell'aria delle nostre grandi città.

La denuncia sollevata da Assosharing, l'associazione nazionale che rappresenta le imprese del settore, evidenzia un clamoroso paradosso di mercato. Con il passaggio forzato alle polizze Rc Auto, le tariffe per i gestori delle flotte in condivisione sono quintuplicate, raggiungendo i 100 euro annui per ogni singolo mezzo. Si tratta di una cifra doppia rispetto a quella stimata per i mezzi privati, nonostante i monopattini in sharing siano già targati, monitorati costantemente via software e limitati nella velocità massima consentita. Questa asimmetria tariffaria colpisce ingiustamente un comparto industriale virtuoso che garantisce elevati standard di manutenzione meccanica quotidiana su ogni veicolo attivo.

Per fare chiarezza su queste dinamiche speculative, l'Antitrust e l'Ivass hanno avviato un'indagine conoscitiva volta a monitorare la formazione dei prezzi delle polizze. Gli operatori della mobilità sostenibile intendono partecipare attivamente alla consultazione pubblica per tutelare gli investimenti effettuati in Italia. Il timore principale è che l'incremento ingiustificato dei costi assicurativi si ripercuota alla fine sulle tasche dei consumatori, scoraggiando l'adozione di abitudini di viaggio ecologiche. Governare l'evoluzione digitale dei trasporti richiede tariffe eque per evitare che le riforme nate per garantire maggiore sicurezza si traducano soltanto in nuove barriere economiche per i cittadini che scelgono la condivisione ogni giorno.

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