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Narcotraffico in autostrada: scovati oltre 10 chili di cocaina al valico di Brogeda

Un cittadino sloveno è stato arrestato mentre tentava di varcare il confine svizzero

Nei giorni scorsi, un cittadino sloveno è stato arrestato al valico autostradale di Brogeda, al confine tra Italia e Svizzera, con l'accusa di narcotraffico. L'uomo stava tentando di uscire dal territorio nazionale trasportando 10,7 chilogrammi di cocaina, ma la sua marcia si è interrotta grazie a un mirato controllo congiunto dell'Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso, i quali hanno intercettato la droga abilmente occultata all'interno del telaio dell'automobile.

L'operazione si inserisce in un quadro di monitoraggio transfrontaliero cruciale per la sicurezza della rete stradale e la legalità. Il valico lariano, snodo nevralgico per la mobilità commerciale e privata verso il Nord Europa, si conferma purtroppo un corridoio ampiamente sfruttato dalle reti criminali. I numerosi e recenti sequestri documentano infatti come i narcotrafficanti cerchino di approfittare costantemente degli intensi flussi veicolari diretti in Canton Ticino, tentando di mimetizzarsi tra le migliaia di pendolari e vacanzieri per varcare indisturbati la frontiera.

Questa volta l'intuito delle divise ha smascherato una messinscena insospettabile. Ad attirare l'attenzione è stato il disordine esagerato dell'abitacolo, letteralmente invaso da rifiuti e lattine, unito alla curiosa presenza di un seggiolino per bambini privo di passeggeri. Tali anomalie, sommate all'ingiustificata assenza di valigie per un lungo viaggio internazionale, hanno spinto le autorità a isolare il mezzo per sottoporlo a una radicale ispezione tecnica.

Il fiuto delle unità cinofile ha compiuto l'ultimo passo. Smontando i sedili posteriori, gli investigatori hanno portato alla luce un capiente scompartimento segreto, azionabile esclusivamente tramite un meccanismo a incastro meccanico. Al suo interno riposavano dieci panetti di cocaina purissima, isolati da molteplici strati di cellophane. Per eludere i controlli olfattivi, l'intero carico era stato pesantemente cosparso di polvere di caffè. L'uomo è stato immediatamente condotto al carcere di Como Bassone, a disposizione dell'autorità giudiziaria che, nel rispetto del principio di non colpevolezza, dovrà accertarne le responsabilità penali nella fase istruttoria in corso.

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