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Sudan, nuovo terminale gasiere per rafforzare energia e valuta estera

Accordo con Ankara per ridurre attese e rafforzare le riserve valutarie sudanesi

Il nuovo terminal portuale destinato alle navi gasiere è atteso come uno snodo operativo di rilievo per il Sudan, soprattutto per l’impatto che potrebbe avere sulla tenuta degli approvvigionamenti e sui conti in valuta estera. Secondo quanto emerso, l’infrastruttura consentirebbe di azzerare i tempi di attesa delle gasiere e di generare per il Paese un risparmio annuo di circa 200 milioni di dollari in commissioni sulle valute estere, un risultato particolarmente significativo per un’economia già sottoposta a forti pressioni finanziarie.

Nel corso di una conferenza stampa organizzata dopo la firma dell’accordo, il ministro sudanese delle infrastrutture e dei trasporti Saif Al Nasr Al Tijani Haroun ha salutato con favore l’intensificarsi della cooperazione bilaterale con la Turchia. Il ministro ha indicato il testo sottoscritto come un passaggio importante per attrarre investimenti nelle infrastrutture portuali, considerate un fattore decisivo per sostenere la crescita economica.

Gli effetti attesi non si limitano alla logistica marittima. Il progetto dovrebbe infatti contribuire a stabilizzare l’approvvigionamento energetico nazionale, ad attenuare la scarsità di carburante percepita dai cittadini e a tutelare le riserve valutarie del Paese, con un sostegno indiretto alla moneta nazionale.

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