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Adm-GdF: nuovo maxi sequestro di cocaina al porto di Vado Ligure

Oltre 770 kg intercettati, un carico di 650 panetti

Il personale della Sezione antifrode dell’Ufficio Adm Liguria 3-Savona, unitamente ai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Savona e con la collaborazione dei colleghi del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Genova, ha individuato, nello scalo portuale di Vado Ligure, un carico di 650 panetti contenenti, al lordo del confezionamento, un quantitativo complessivo di oltre 770 chilogrammi di sostanza stupefacente che, a seguito di analisi speditiva effettuata al momento del controllo, è risultata essere cocaina purissima.

L’ingente quantitativo di stupefacente era abilmente occultato tra decine di pallet di banane, all’interno di un container frigo proveniente da uno dei principali porti dell’Ecuador.

 Il sequestro fa seguito ad un precedente intervento della stessa natura effettuato nello stesso scalo portuale. Nel giro di meno di un mese, il quantitativo complessivo di cocaina intercettato e sequestrato nel porto di Vado Ligure ha così superato la tonnellata.

L’operazione è, ancora una volta, il risultato di una capillare attività di analisi e controllo condotta dal personale della locale Agenzia delle dogane e dei monopoli e dai finanzieri del Gruppo di Savona, effettuata sulle rotte commerciali che collegano il Sud America con il porto di Vado Ligure, crocevia sempre più importante dei flussi commerciali per l’Europa e, come tale, appetibile scalo anche per la perpetrazione di traffici illeciti.

Questo ultimo sequestro di cocaina rappresenta una delle più rilevanti operazioni antidroga messe a segno negli ultimi anni nello scalo vadese; lo stupefacente sequestrato, qualora immesso sul mercato, avrebbe generato alle organizzazioni criminali ingenti guadagni, per un valore, al dettaglio, stimato intorno ai 250 milioni di Euro.

L’operazione di servizio si inserisce nel quadro di una costante e mirata azione di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti diretta, tra l’altro, a preservare le fasce più deboli della popolazione le quali, di sovente, sono esposte agli effetti nocivi generati da tale fenomeno criminale.

In questo contesto, la collaborazione in ambito portuale tra l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la Guardia di Finanza si conferma un prezioso baluardo per la sicurezza dei cittadini.

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