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Sicurezza stradale: nel 2025 i morti scendono sotto quota tremila

Il report ACI-Istat evidenzia il calo delle vittime, ma crescono i sinistri

L'Automobile Club d'Italia e l'Istat hanno diffuso a Roma, il 24 luglio 2026, i dati ufficiali sull'incidentalità del 2025, attestando per la prima volta dal periodo pandemico una discesa delle vittime della strada al di sotto delle tremila unità. Con 2.868 decessi registrati e una flessione del 5,3% su scala nazionale, il bilancio annuale segna un passo avanti determinante per valutare le politiche di prevenzione e pianificare i futuri interventi sulla viabilità urbana ed extraurbana.

Accanto al calo della mortalità, il quadro statistico fa emergere elementi decisamente critici per la sicurezza di chi viaggia. Gli incidenti complessivi e i feriti registrano infatti un incremento, sfiorando quota 177 mila eventi con un costo sociale ed economico che supera i ventidue miliardi di euro. La causa principale di sinistro rimane la guida distratta, in gran parte legata all'uso scorretto dello smartphone al volante, affiancata dal forte eccesso di velocità e dal mancato rispetto delle precedenze negli incroci cittadini.

Si conferma particolarmente delicata la situazione della micromobilità e della mobilità attiva, dove le vittime tra ciclisti, utilizzatori di biciclette elettriche e conducenti di monopattini sono salite complessivamente a 253. Il dato risente della rapida transizione verso trasporti urbani a basse emissioni non sempre affiancati da percorsi protetti adeguati. In risposta alle criticità, le sanzioni ai monopattini nei capoluoghi sono più che triplicate a seguito dell'applicazione del nuovo Codice della Strada e dei maggiori controlli sul territorio.

Sia il presidente dell'ACI Geronimo La Russa sia il vertice dell'Istat Francesco Maria Chelli hanno rimarcato come questo risultato debba costituire solo un punto di partenza verso la strategia europea "Vision Zero". Per centrare i traguardi del Piano nazionale della sicurezza stradale 2030, la tecnologia di bordo e l'inasprimento sanzionatorio dovranno integrarsi con l'azione educativa promossa dalla nuova task-force interministeriale, puntando sulla responsabilità culturale e sulla tutela di ogni utente stradale.

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