L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale imprime una decisa accelerazione verso la modernizzazione dei propri modelli gestionali, avviando ufficialmente in questi giorni l'iter per ottenere la certificazione nazionale sulla parità di genere UNI/PdR 125:2022. Sotto l'impulso del presidente Matteo Paroli, l'ente ha appena istituito e reso operativo l'apposito Comitato Guida che avrà l'incarico di coordinare tutte le fasi di allineamento agli standard. L'obiettivo primario è chiaro: trasformare le pari opportunità, la trasparenza dei processi organizzativi e la valorizzazione del capitale umano in strumenti concreti per incrementare l'efficienza amministrativa e la competitività dell'intero ecosistema portuale.
In un settore logistico e marittimo storicamente caratterizzato da una forte vocazione maschile, la mossa del sistema ligure si allinea alle più recenti direttive del comparto trasporti europeo, dove l'inclusione rappresenta un indicatore fondamentale di qualità aziendale. Il nuovo organismo di coordinamento, affidato alla presidenza del Direttore del Personale e composto dai responsabili dell'innovazione e delle risorse umane, dovrà redigere a breve il Piano Strategico definendo obiettivi misurabili. Il lavoro si innesterà su un tessuto aziendale già virtuoso: sui trecentoquattro dipendenti attuali, la componente femminile è maggioritaria e riveste ruoli apicali di grande rilievo, coprendo quasi la metà degli incarichi dirigenziali e sfiorando il settanta per cento delle responsabilità d'ufficio, con una spiccata prevalenza anche tra le nuove leve under quaranta.
Questo percorso di accreditamento va ben oltre il mero adempimento burocratico. Il presidente Paroli trasferisce nel polo ligure l'expertise maturata durante il suo incarico di Segretario generale nel Mar Tirreno Settentrionale, scalo che nel marzo dello scorso anno ha guidato fino a farlo diventare la prima Autorità italiana a ottenere il medesimo marchio di qualità. La visione alla base del progetto ribadisce un concetto chiave per il futuro della mobilità marittima: la crescita di un grande hub internazionale non passa esclusivamente dai milioni investiti in nuove infrastrutture di banchina, ma si fonda sull'evoluzione del proprio ambiente di lavoro, garantendo l'espressione massima delle competenze di chi ne muove quotidianamente i complessi ingranaggi.